Gallipoli, i volontari ospedalieri si riuniscono nella nuova associazione “Sacro cuore di Gesù”

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I soci dell’associazione “Sacro cuore di Gesù”

Gallipoli – I 40 volontari ospedalieri di Gallipoli voltano definitivamente pagina e chiudono con la ventennale esperienza dell’Avulss (Associazione per il volontariato nelle unità locali socio-sanitarie, con sede nazionale a Saronno). Pur continuando a prestare assistenza ai ricoverati, tenendo loro compagnia e portando una parola di conforto specie a chi è solo, si inizia ora un nuovo corso.

Nasce l’associazione “Sacro Cuore di Gesù”. Già da qualche tempo, infatti, non c’era più sintonia d’intenti tra i vertici nazionali e la periferia gallipolina. Per cui, rimasti infruttuosi i vari tentativi, si è deciso di aprire una fase nuova, costituendo l’associazione di volontariato socio-sanitario “Sacro Cuore di Gesù”, con sede a Gallipoli (in via della Costituzione n. 32).

I soci fondatori hanno approvato lo statuto e nominato il Consiglio di amministrazione, che resterà in carica per 3 anni. Del Consiglio fanno parte Giusy Occhineri (presidente), Amleto Abbate (vicepresidente), don Marcello Spada (responsabile culturale e assistente spirituale), Agata Coppola (vice responsabile culturale), Maria Rosaria Carrozza (segretario), Maria Rosaria Fontò (vice segretario) e Mina Felline (economo).

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Queste le finalità, indicate nell’articolo 2 dello statuto: “Nel rispetto del codice del Terzo settore, secondo lo spirito e l’ordinamento della legislazione internazionale, nazionale e regionale in materia di sanità, di servizi sociali e volontariato, quale strumento di promozione, di difesa e tutela della salute dell’uomo, di partecipazione, di sensibilizzazione, di animazione e di testimonianza nel mondo socio-sanitario, per dare una adeguata risposta ai reali bisogni dei cittadini. L’associazione si propone di essere testimonianza dei principi cristiani di solidarietà e prossimità ai sofferenti, operando in collaborazione con la Chiesa locale diocesana e parrocchiale, e ispirandosi agli orientamenti della Conferenza episcopale italiana”.

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