Gallipoli, i riti della Settimana santa nel corto “Dakriuon” per la regia di Alberto Greco

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Gallipoli – Il Covid ferma per il secondo anno consecutivo i riti della Settimana santa e continua a tener chiusi i teatri, ma gli artisti non si arrendono. Da qui l’idea della compagnia salentina Poiefola Costruzioni teatrali di lanciare il cortometraggio “Dakriuon”, dedicato alle tradizioni del periodo pasquale a Gallipoli.

Una scena del corto “Dakriuon”

Tradizioni che oggi si è costretti a vivere dietro uno schermo, ma che non perdono la loro intensità in questo video girato fra le cave di carparo “Mater Gratiae” (sulla Gallipoli-Alezio) e Palazzo Cappello, con i suoi balconi affacciati sul porto gallipolino.

Nuove strade della tradizione

Il rosso del sangue del Cristo, il nero delle vesti dell’Addolorata a simboleggiare il lutto per la morte del figlio, le lacrime che accompagnano il martirio e danno il titolo al cortometraggio (“Dakriuon” in greco significa “lacrime”): tutto questo si intreccia nei quattro minuti del video firmato dalla regia di Alberto Greco, con la direzione artistica, le coreografie e i costumi di Roberto Marius Treglia, che nella pellicola interpreta anche il ruolo di Cristo.

Una scena del corto “Dakriuon”

In scena ci sono inoltre Claudia Treglia, che veste i panni di Maria, e Riccardo Martella che interpreta Pilato. Insieme al coro composto da Isaura Scorrano, Luana Greco, Eleonora Benvenga, Imma Maggino, Marta Piccolo e Irene Nobile.

Alberto Greco

La devozione dei fedeli soffre per il secondo anno il declino dei costumi spirituali necessari per manifestare in comunione la pietà popolare tra i viottoli sul mare, nel cuore del centro storico di Gallipoli – afferma Alberto Greco. – Spero di aver reso onore al mio paese con questa proposta artistica, nel rispetto della tradizione e della solennità”.