Gallipoli, centro storico strapieno d’estate e stravuoto d’inverno. Il Sindaco: “Ci vuole un impegno collettivo, il nostro c’è”

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Gallipoli – Neppure l’aria di Natale con gli addobbi luminosi, la filodiffusione per le vie principali e alcuni eventi, è riuscita a rivitalizzare almeno per qualche giorno il centro storico di Gallipoli, secondo un andamento che si registra ormai da anni.

Forse perché il contrasto con il sovraffollamento estivo è troppo stridente, l’argomento torna subito alla ribalta con segnalazioni e proteste giunte nella redazione di piazzasalento.it. “Non c’è anima viva e i due carabinieri in alta uniforme girano per strade deserte”, ha raccontato una lettrice.

Il ritornello di ogni inverno

Nemmeno il fine settimana a cavallo tra Natale e Capodanno ha visto una qualche rianimazione, complice anche un vento freddo persistente, se non fosse per qualche sporadica presenza di turisti dall’accento straniero. Il ritornello è sempre il solito: “Pochi gli esercizi commerciali aperti, del resto non si vede nemmeno l’ombra di eventuali clienti”.

Locali deserti Un negozio di intimi, una rinomata pasticceria-rosticceria di via Antonietta De Pace, l’unico barbiere, ristoranti, non fa differenza: tutti vuoti; lo è persino anche il presepe poco distante, allestito dai ragazzi della cattedrale, che per giunta si visita gratis.

Vuote pure le chiese (tranne che per i riti)

Ci sentiamo completamente abbandonati, è una assurdità vedere un gioiello di città così tristemente chiusa in se stessa, senza iniziative o agevolazioni che invoglino agli acquisti o che richiamino la gente qui nel centro storico. Se non fosse per le funzioni religiose di questo periodo, in cattedrale e nelle chiese confraternali non ci sarebbe nessuno”, si sfoga un operatore commerciale.

Dello stesso tenore il commento di Tonio Concordia, con negozietto di merceria di fronte alla cattedrale: “Novembre è stato ancora peggio. Non riesco a dar torto ai colleghi che hanno deciso di tenere abbassate le saracinesche. Io continuo a restare aperto, ma coi costi di gestione che superano di gran lunga i pochi incassi giornalieri, forse farò come loro”.

“L’errore del trasferimento del Comune”

Lo storico commerciante “Secondo me – è l’analisi dello storico commerciante condivisa da altri esercenti – il Comune si assunse una grave responsabilità quando, anni fa, trasferì tutti gli uffici nella città nuova: se ne avesse lasciato qualcuno a Palazzo Balsamo, forse non sarebbe accaduto tutto ciò. Oggi poi c’è pure un altro problema veramente serio: quasi tutte le abitazioni private trasformate in b&b, hanno spopolato ancor di più il centro storico”.

Il centro storico è un problema sia quando è desolatamente vuoto  quando è esageratamente pieno (d’estate). E il vuoto è la conseguenza del troppo pieno”: questa la tesi del presidente dell’associazione Amici e residenti del Centro storico, Roberto piro.

“Troppi b&b, pochi residenti”

Roberto Piro

“Troppe attività stagionali estive significa poche attività nel resto dell’anno. Case utilizzate come case vacanza che d’inverno restano chiuse. Credo sia giunto il momento, prima che sia troppo tardi – dice Piro – che il centro storico diventi una priorità nell’agenda dei nostri amministratori ma anche di noi cittadini che assistiamo a questo degrado inarrestabile quasi con rassegnazione”.

Contributo per invertire la tendenza Il parroco della cattedrale di Sant’Agata (unica parrocchia rimasta qui), monsignor Piero De Santis non si sottrae a dare il proprio contributo per cercare di invertire la tendenza che coinvolge tutti: “Credo sia necessario promuovere la destagionalizzazione al fine di valorizzare e rivitalizzare il centro storico. È necessario che si favorisca il ripopolamento dello stesso, offrendo magari a coloro che già vi abitano, soprattutto agli anziani, ulteriori servizi”.

“Serve la disponibilità di tutti”

Per il parroco della città vecchia sarebbe “auspicabile e bello, poi, che ,con la creatività e la disponibilità di tutti ,si moltiplicassero e venissero valorizzate tutte le occasioni di incontro che permettono di conoscere, custodire e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale, di storia, di fede e di arte racchiuso nel centro storico”.

Stefano Minerva

Il Sindaco Stefano Minerva è consapevole delle storiche difficoltà: “Alcuni negozi sono rimasti, purtroppo però le condizioni climatiche non sono state certo d’aiuto. L’Amministrazione Ha cercato comunque di favorire le attività anche con la costruzione della Notte bianca che, purtroppo, abbiamo dovuto rimandare proprio a causa del cattivo tempo. Erano previsti numerosi appuntamenti in vari punti della città vecchia per dare risalto ai vari luoghi”.

Maltempo: saltata la Notte bianca

Torna comunque l’esigenza di un impegno corale. “Non possiamo costringere i commercianti ad aprire, né possiamo immaginare un centro storico invernale al pari di quello estivo. Sicuramente – conclude il Sindaco – servono gli sforzi di tutti. Noi continuiamo a programmare come sempre fatto. Eventi, attività e appuntamenti non mancano e non mancheranno: ben vengano impegni collettivi”.