Presicce – Acquarica – Vi sarebbero nuovi elementi ad avvalorare la tesi che quello di Ivan Ciullo sia stato un omicidio e non un suicidio, come scritto finora nei fascicoli della Procura. Dall’autopsia eseguita sul giovane di Acquarica del Capo lo scorso 17 maggio, non solo l’orario del decesso verrebbe spostato in avanti (dalle 18.30, come ipotizzato finora, intorno alle 22 – 24), ma altre valutazioni potrebbero portare a conclusioni completamente diverse da quelle fatte finora.

Innanzi tutto l’osso ioide (posto alla base della lingua) appare intatto, cosa anomala nel caso di un soggetto impiccato, mentre la presenza di alcune infiltrazioni emorragiche nel sotto cute fanno pensare ad una dinamica diversa dal suicidio. Si tratta di ipotesi ed indiscrezioni emerse dopo l’esame autoptico disposto dopo la riapertura delle indagini chiesta e ottenuta dai legali della famiglia che non hanno mai creduto alla tesi di un suicidio.

Il corpo senza vita di Ivan Ciullo venne ritrovato nei pressi di un albero d’ulivo nelle campagne del suo paese il 22 giugno 2015: lo scenario del contesto ha fatto propendere per il suicidio ma i suoi familiari hanno sempre rincorso un’altra verità. Se ne saprà qualcosa in più tra poco meno di tre mesi: i medici legali Francesco Introna e Alberto Tortorella hanno, infatti, 90 giorni di tempo dal giorno dell’esame per consegnare la propria relazione.

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