Fotovoltaico “selvaggio” ed emergenza rifiuti nel Salento: 19 associazioni sollecitano Governo e Regione

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Gallipoli – Sono 19 le associazioni salentine che hanno scritto a Regione, Provincia, Anci, Arpa e Governo per denunciare il fenomeno del “fotovoltaico selvaggio” e l’emergenza rifiuti in Puglia e nel Salento.
L’iniziativa è stata presa quale contributo per la Giornata nazionale contro il consumo del suolo in programma ogni 5 dicembre. Nelle due note inviate vengono indicate anche alcune soluzioni “urgenti” da assumere.

Le richieste

Si chiedono interventi normativi per contrastare la devastazione ambientale finora “agevolata da normative inadeguate, assenza di nuova pianificazione ed efficaci strumenti di controllo”. Si auspica anche un incontro, in particolare con gli assessori regionali destinatari, “per favorire un confronto aperto e costruttivo su queste ed altre principali problematiche afferenti l’ambiente e i settori (agricoltura, attività economiche, cultura) che interagiscono con esso”.

«Il Salento primeggia tristemente in Italia nel proliferare dei megaimpianti fotovoltaici a terra (ma piuttosto scarsi sui tetti, soprattutto di edifici pubblici), per i quali il  nostro territorio ha il triste primato nazionale», fanno sapere i promotori dell’iniziativa.

Le associazioni coinvolte

Le note sono state sottoscritte dalle associazioni Italia nostra Sud Salento Parabita, Acqua bene comune Alezio, forum Amici del territorio Cutrofiano, Galatone Bene comune, Arci Biblioteca di Sarajevo Maglie, Cittadinanzattiva Maglie-Lecce, Lilt Lecce, Wwf Lecce, rete Emergenza climatica, Isde Lecce, Forum Ambiente e salute Lecce, , “Noi ambiente e salute” Galatina-Noha, Nuova Messapia Soleto, Ass. Catone-Basile, coordinamento civico Ambiente e salute Galatina, Adoc Lecce, Rete Km zero Lecce-Galatina, , No Tap Brindisi, Amici del territorio Veglie.
Vengono denunciate le operazioni puramente speculative sul fotovoltaico e la gestione “ristretta” a pochi operatori dello smaltimento dei rifiuti, dove “l’unica prospettiva per dare una svolta alla situazione attuale è quella di decentrare il sistema impiantistico, aprendo il mercato ad una platea più vasta di operatorie passando da una gestione accentrata e dominata da pochi gruppi di potere, ad una allargata e diffusa sul territorio”.