Fondi comunitari e sviluppo locale: il Gal Capo di Leuca segue la “Rotta dei Fenici”

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Antonio Ciriolo

Tricase – “Sulle strade del Capo di Leuca con la Rotta dei Fenici” è il tema del terzo “itinerario culturale” del Consiglio d’Europa proposto dall’Agenzia di sviluppo locale “Gal Capo S. Maria di Leuca”. L’appuntamento è per mercoledì 10 febbraio alle ore 16, in diretta sulla pagina Facebook dell’Agenzia: si parlerà di progetti integrati a livello locale che interagiscono con reti globali.

La “Rotta”, con l’apporto scientifico dell’Università del Salento, “accompagnerà” il percorso di “integrazione spinta” cui punta l’Agenzia nella nuova programmazione dei fondi comunitari 2021-2027. L’Agenzia di sviluppo del Gal coinvolge Alessano, Alliste, Casarano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Matino, Melissano, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Patù, Presicce-Acquarica, Racale, Ruffano, Salve, Specchia, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Tricase e Ugento.

Interventi e progetti

Con il presidente dell’Agenzia Antonio Ciriolo dialogheranno Stefano De Rubertis, docente del dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento, Antonio Barone, direttore della “Rotta dei Fenici” ed Emiliano Cazzato, vice direttore del “Gal Capo di Leuca scarl”.

«I Comuni del Capo di Leuca, così come tanti altri Comuni della Puglia, hanno beneficiato nel tempo delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione con il cofinanziamento dell’Unione Europea. I finanziamenti – spiega il direttore del Gal Giosuè Olla Atzeni – sono stati finalizzati, in gran parte, al recupero di un consistente numero di beni culturali e naturali, restituiti alla pubblica fruizione. Anche tanti interventi finanziati dal Gal Capo S. Maria di Leuca sono stati finalizzati in questa direzione. Il risultato finale è un patrimonio di beni culturali messo a disposizione della comunità: palazzi nobiliari, castelli, cripte, chiese, aree archeologiche, aree naturalistiche e tanto altro ancora».

La fase di programmazione “Leader”

Nell’ultima programmazione “Leader”, attualmente in fase di attuazione da parte del Gal Capo di Leuca, presieduto da Rinaldo Rizzo, gli interventi destinati ai Comuni riguardano “il sostegno alle iniziative per il recupero e la valorizzazione del patrimonio culturale dei centri urbani e delle campagne, con l’obbligo per gli stessi Comuni di prevedere piani di funzionamento e gestione dell’iniziativa tali da garantire, per almeno 5 anni, la fruizione pubblica del bene”. «Si è data priorità, quindi, ai contenuti per dare sostanza ai contenitori. Questi progetti – fanno sapere dal Gal – si aggiungono alle tante iniziative realizzate dal Gal con il programma “Leader” a sostegno delle iniziative imprenditoriali nei settori della tipicità artigianale ed agroalimentare e a quelle realizzate nel settore dei servizi al turismo».

«Oggi, tutto questo patrimonio di beni culturali e naturali, sapori, saperi, tipicità e tradizioni non possono più andare su strade parallele e separate. Occorre dare sostanza a quanto previsto anche dallo stesso Gal: l’integrazione fra soggetti e settori che vivono in questo territorio non può più essere un indirizzo, ma un obbligo, una strategia di sviluppo dalla quale non si potrà prescindere.”, dichiara il presidente dell’Agenzia di sviluppo locale Capo S. Maria di Leuca, Antonio Ciriolo.

La “Rotta dei Fenici” è la connessione delle grandi direttrici nautiche che, dal XII secolo a.C., furono utilizzate dal popolo dei Fenici quali fondamentali vie di comunicazione commerciali e culturali nel Mediterraneo. «La metodologia dell’itinerario culturale del Consiglio d’Europa “La Rotta dei Fenici” può contribuire a raggiungere il risultato auspicato; per questo motivo “Agenzia” e “Rotta” hanno sottoscritto una convenzione di collaborazione che porterà i due operatori a sperimentare, nei prossimi anni, un modello di integrazione spinta, in cui i beni culturali e i centri visita presenti nei Comuni del comprensorio potranno diventare il punto di riferimento di una strategia di sviluppo che coinvolgerà tutti i soggetti, pubblici e privati, che vorranno aderirvi. All’Università del Salento, coinvolta già in questa fase di lancio del modello di integrazione, viene chiesto un apporto scientifico a questa strategia, che accompagni i protagonisti lungo la direttrice che intende intraprendere».