Finanziere e diacono; per Fabrizio Santantonio di Casarano) l’ordinazione nel duomo di Milano

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Casarano – Finanziere e diacono: è la storia singolare di Fabrizio Santantonio che ha ricevuto l’ordinazione durante la Messa solenne della vigilia di Cristo Re, celebrata nel duomo di  Milano dall’arcivescovo Mario Delpini.

Protagonista il 45enne originario di Casarano, nato in Svizzera in una famiglia di emigranti e poi tornato nel paese d’origine dei genitori Donato e Lina e del fratello minore Mauro. Una scelta, la sua, per tanti inaspettata che però non ha colto di sorpresa gli amici più stretti che continua a frequentare tutte le volte che scende giù per le vacanze.

I primi anni a Casarano

Celibe, Fabrizio è cresciuto all’ombra del campanile della chiesa madre “Maria SS. Annunziata” di Casarano, facendo il chierichetto con don Decio Merico parroco (divenuto di recente collaboratore parrocchiale a Parabita) ed è stato compagno di catechismo di don Tommaso Semola, che ora fa il parroco nella chiesa del Rosario al Villaggio Resta di Nardò.

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Dopo aver terminato gli studi superiori al “De Viti De Marco”, si è poi arruolato in Finanza a 19 anni d’età e ha prestato servizio per 12 anni prima a Milano, per poi passare nel reparto di Seregno, dove è tuttora come maresciallo aiutante, facendo casa nella vicina Desio e frequentando da subito la parrocchia di “San Giovanni Battista”, con tale zelo, che l’arcivescovo di Milano, a seguito di segnalazione del parroco di là, lo ha ammesso, nel 2014, al corso di formazione per il diaconato.

Gli studi

Dopo i due anni propedeutici di discernimento, ha poi proseguito con il più impegnativo triennio di preparazione e di studio di teologia biblica, che, visto il risultato dei giorni scorsi, ha superato brillantemente. Il diaconato è l’Ordine sacro che viene immediatamente prima del sacerdozio (nel quel caso si parla di “diaconato transeunte”), ma può essere esercitato anche da un fedele laico, pure sposato e con figli, che conduca però una vita esemplare e irreprensibile e abbia particolare attitudine al servizio pastorale: ed è il caso del “diacono permanente”.

Oltre ad annunciare il Vangelo e a commentarlo nelle omelie, il diacono può distribuire la Comunione, impartire la benedizione  e amministrare alcuni sacramenti quali il battesimo, il matrimonio e anche l’Unzione degli infermi. Ma come conciliare l’inflessibile funzione di appartenente alle forze dell’ordine, che persegue chi delinque, con quella più caritatevole e meno intransigente dell’uomo di Dio? Il neodiacono risponde convinto: «Nonostante le apparenze, i servizi di finanziere e di diacono non sono poi così diversi e lontani. Anche nel mio lavoro di militare nella Guardia di Finanza, infatti, posso farmi prossimo verso chi nella vita ha potuto sbagliare, commettendo  reati, perchè, una volta espiata la pena e posto riparo all’errore, si può sempre aiutarlo a non ricadere nello stesso errore di prima, facendolo così diventare un uomo nuovo».

La cerimonia del duomo di Milano

Alla cerimonia nel duomo di Milano erano presenti i genitori Donato e Lina, due zie e tre cuginette di Fabrizio Santantonio, oltre ai colleghi e superiori della Tenenza e della Compagnia di Seregno. Già nel corso della cerimonia liturgica, l’arcivescovo Delpini gli ha assegnato il suo nuovo servizio di “pastorale giovanile” non più nella chiesa di prima, ma presso la parrocchia di “San Pietro e Paolo”, sempre a Desio.

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