Ferrovie del Sud Est, corse che saltano e pullman strapieni: protesta degli studenti. Il Sindaco di Taviano scrive a società e Regione

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Pullman sovraffollati (foto d’archivio)

Taviano – Disagi per centinaia di studenti alle prese con la soppressione delle corse degli autobus delle Ferrovie del Sud Est e con il sovraffollamento dei mezzi: numerose segnalazioni, in questi giorni, sono arrivate da Taviano e riguardano il disservizio del trasporto studenti verso le città limitrofe di Casarano e Gallipoli, dove i ragazzi frequentano i relativi istituti scolastici.

L’incresciosa situazione, che ultimamente sembra diventata insostenibile, ha costretto il primo cittadino di Taviano, Giuseppe Tanisi, a scrivere una lettera indirizzata al prefetto di Lecce, al presidente della Regione Puglia, all’assessore regionale ai trasporti, al presidente della Provincia di Lecce e al direttore delle Ferrovie del Sud Est. La richiesta: un tavolo di confronto utile a individuare soluzioni al problema, cercando di garantire un diritto fondamentale qual è quello allo studio.

Proposta incremento mezzi

In realtà la componente studentesca non è nuova a disagi di questo genere. Infatti ogni anno, puntualmente, si assiste alla stessa scena: corse non rispettate e mezzi affollati, tanto da non permetterne l’utilizzo da parte degli studenti che pure hanno già pagato, anticipatamente, l’abbonamento mensile.

Giuseppe Tanisi

È nostro interesse garantire serenità e diritti, condizioni imprescindibili di un buon vivere civile e che attualmente sono minate da un simile stato di precarietà” dichiara Sindaco Tanisi. Il quale si dice tuttavia “fiducioso che un tavolo di dibattito e di confronto possa essere utile a trovare insieme soluzioni per un miglioramento di questo così essenziale servizio”.

In questa fase di emergenza sanitaria, per giunta, non possiamo non proporre un incremento dei mezzi – prosegue Tanisi –, per garantire il distanziamento e il rispetto delle norme vigenti, così come non possiamo glissare sul rispetto delle corse da parte della società. Siamo disponibili a fare la nostra parte, in cambio però di garanzie e a beneficio dei nostri figli”.

(Mattia Chetta)