Facebook ne accusa 23

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cellulariPARABITA. Aggiungere una persona o cancellarla dalla propria cerchia di amici non è mai stato così veloce e indolore, così come non è mai stato così semplice dare un’occhiata morbosa nella vita degli altri: dove sono stati in vacanza, che lavoro fanno, come la pensano politicamente, cosa hanno mangiato la sera prima. Lo si faceva già prima, scendendo in piazza con gli amici ad informarsi sul fatto del giorno o spettegolare sulle ultime novità.  Con una differenza: quel che si scrive su Internet è indelebile e difficilmente controllabile. E i problemi sono proprio dietro l’angolo. Così anche la Cassazione ha cominciato a definire in modo serio il fenomeno. La leggerezza con la quale parliamo male di qualcuno sui social network costa tantissimo, specie se scatta la querela per diffamazione, con un valore del risarcimento che aumenta esponenzialmente.

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