Facciamoci caso: dietro ai tanti numeri dell’epidemia ci sono persone, anche vicini di casa. Ai giovani: create un nuovo Mondo

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Pantaleone Pagliula

Gentile Direttore,

ci eravamo spaventati durante la prima ondata del Coronavirus ma poi passato il pericolo abbiamo allentato la nostra attenzione e siamo tornati subito alla  “normalità “ estiva con vacanze, movida, feste. Come conseguenze di questo “liberi tutti estivo“ è arrivata la seconda ondata che stiamo ancora subendo, sperando al più presto di tornare a vivere come prima.

Fino adesso,  dal mese di febbraio,  abbiamo avuto in Italia 1.964.000 ammalati e 69.214 morti a causa del virus . Siamo il  Paese con più morti d’Europa, la nostra Regione è la terza in Italia per il numero di casi positivi, ho perduto due carissimi amici nella nostra provincia  e vicino alla mia abitazione, pochi giorni fa, sono  decedute due persone appartenenti alla stessa famiglia.

Non dobbiamo mai dimenticare  che dietro a ognuno di questi numeri, a questo elenco infinito, c’è una famiglia ,una storia,  un volto, una sofferenza, una sconfitta, una morte in assoluta solitudine. Né dobbiamo dimenticare che le pandemie sono drammi socio-sanitari ed economico-finanziari  che non possiamo evitare se prima non riduciamo le vere  cause che sono la deforestazione, le bioinvasioni, i cambiamenti climatici e i divari sociali.

Se ripeteremo, specie nei prossimi giorni,  le stesse leggerezze del “liberi tutti“ di questa estate, prepareremo  la terza ondata di questo terribile virus che , come ripetono la maggior parte degli esperti, sarà molto più complessa delle altre. Questo mi preoccupa molto perché continuo a vedere nella mia città diversi giovani assembrati nelle piazzette e nei vicoli del centro storico senza mantenere la dovuta distanza e la protezione individuale manifestando così una  leggerezza e un comportamento a dire poco irresponsabile.

Continuo a ripetere che soltanto  se c’è una partecipazione consapevole di tutti possiamo fare fronte a questa minaccia sanitaria senza precedenti che purtroppo è destinata a durare ancora a lungo e cercare di salvare il maggior numero di vite umane.

Alla rubrica di Piazzasalento “Le voci della scuola“ sono giunte decine di lettere di giovani  che vogliono tornare ad avere una scuola in presenza normale e che sono  preoccupati che questa situazione di incertezza e di paura possa influire sul loro benessere psichico. 

Cari giovani, se non combattiamo insieme questo comune nemico della pandemia,  oltre al danno immenso che sta arrecando al vostro  sapere e alla vostra cultura, sarete  costretti nel futuro a pagare sempre di più  il nostro debito pubblico diventato  ormai insostenibile.

Dobbiamo cercare di trasformare questo grave momento  che stiamo attraversando in nuove opportunità, utilizzando le enorme risorse che dovrebbero arrivare per costruire insieme scenari e progetti che riempiano i vuoti che sta creando questa pandemia e trasformare la fragilità e l’emotività in forza e presa di coscienza per reagire.

L’apertura delle scuole dipenderà molto da quello che succederà in questi giorni e dalla risoluzione dei problemi dell’inefficienza  dei  trasporti per gli studenti che vengono a scuola dai paesi limitrofi. Il mio appello a voi  giovani è che non dovete  aspettare, non dovete perdere  tempo. La mia è una esortazione a studiare, a leggere per voi e per il vostro futuro.

Molti giovani mi ripetono che è inutile studiare se poi non troveranno mai il lavoro, altri che le conoscenze che apprendono a scuola le sembrano inattuabili, impraticabili e persino inutili. Non rassegnatevi, non arrendetevi. Se avete dei problemi chiedete aiuto. La cultura e la conoscenza vince sempre  e rende liberi, critici e consapevoli e rimane sempre l’arma più efficace per uscire fuori da questo triste situazione e dare una risposta a chi vi vuole docili e senza speranza per il futuro.

Gentile Direttore, oltre ad augurare  un sereno Natale, nel rispetto delle regole e della vita,  a te e a tutti i lettori di Piazzasalento, approfitto per inviarti un sentito grazie per “la voce“ che il tuo giornale ha dato a tanti giovani ed anche a docenti, che si sono sentiti protagonisti e parte della loro comunità e del mondo. Il mio augurio è che PiazzasSalento continui  ad essere veicolo di informazione libera e partecipativa, aperto soprattutto verso i ragazzi e che aiuti a immaginare un nuovo modo di “vivere“.

Pantaleone Pagliula – Nardò