Espianto e reimpianto di ulivi post Xylella: “Il bando, non operativo, va subito cambiato”, reclama Coldiretti

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Savino Muraglia

Gallipoli – Premialità differenti tra imprenditori agricoli e coltivatori con “disparità di trattamento inspiegabili”; annuncio e pubblicazione di bandi non immediatamente operativi; impossibilità di contribuire al miglioramento dei bandi stessi: sono questi i punti contenuti in una lettera di Coldiretti Puglia all’Assessorato all’Agricoltura di Coldiretti Puglia. La nota di forte critica si basa sul bando per l’espianto e il reimpianto di ulivi con 40 milioni di euro a disposizione per il dopo Xylella.

“Coldiretti Puglia, ribadendo il secco dissenso rispetto al modus operandi adottato, chiede la modifica tempestiva del bando pubblicato, al fine di non vanificare i finanziamenti utili a far riparti l’attività olivicola nell’area infetta”, afferma Pietro Piccioni direttore regionale del coltivatori diretti.

“Non produce benefici”

Va modificato il bando regionale da 40 milioni di euro per la rigenerazione olivicola del Salento “perché così com’è non produce i benefici tanto attesi dagli agricoltori che da sei anni aspettano di ricominciare a lavorare e a produrre dopo la grave crisi causata dalla Xylella”, incalza il presidente dell’associazione Savino Muraglia, con nel mirino sempre il bando pubblicato il 10 settembre scorso “che risulta ancora monco degli allegati”.

“Nel lontano febbraio 2020, in sede di presentazione di una prima bozza embrionale di tale avviso – racconta Muraglia – Coldiretti aveva già evidenziato diverse criticità che  non sono state eliminate dal bando che risulta tuttora privo dei necessari allegati”.

Premialità differenziate e contestate

Altro punto contestato le premialità differenti tra imprenditori agricoli e coltivatori che “crea una disparità di trattamento inspiegabile e dannosa tra figure che sostanzialmente sono equivalenti sul piano del ruolo professionale, anche e soprattutto perché il loro reddito prevalente  o esclusivo che è solo quello agricolo”.

Più in generale Coldiretti Puglia ha stigmatizzato “il malvezzo, divenuto ormai un vero e proprio metodo di lavoro inammissibile che ingenera oltremodo esclusivamente confusione, di diffondere bandi e provvedimenti regionali, prima ancora che siano formalmente firmati e utili alla pubblicizzazione, mentre permane l’impossibilità di contribuire alla migliore stesura di bandi e provvedimenti, negando a Coldiretti di prenderli in visione prima della pubblicazione, in modo da addivenire alla migliore redazione possibile in termini di contributi sostanziali e benefici per gli agricoltori”.