Esecuzione poco lontano dall’abitato di Melissano: ucciso un 22enne. Indaga la Procura antimafia

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Carabinieri di Casarano

Melissano – Sarebbero tre i primi sospettati per l’agguato che nella notte ha portato la morte a Francesco Fasano (foto), 22 anni appena compiuti, sul ciglio della Provinciale che conduce ad Ugento, poco meno di un chilometro fuori dal centro abitato, intorno alla mezzanotte scorsa. Tre giovani sarebbero stati portati in caserma per interrogatorio e per la prova Stub (rivelatrice di residui a seguito di uso di armi da fuoco). Un’auto, una Ford Fiesta grigia, è sotto sequestro.

E’ lo stesso automezzo che i carabinieri di Melissano, della Compagnia di Casarano e – subito dopo – del Nucleo investigativo dell’Arma giunto da Lecce, hanno trovato poco distante dal corpo ormai senza vita del giovane, noto alle forze di polizia per precedenti per droga. Il proprietario è di Melissano e l’avrebbe data in prestito a Fasano, che gliel’aveva chiesta ignaro di stare recandosi ad un appuntamento fatale. Un colpo di pistola alla testa (ma non forse non l’unico sparato dagli esecutori del delitto) è stato fatale. L’uomo si è accasciato sull’asfalto per poi essere travolto da un automobilista di passaggio che non si è accorto di quell’ostacolo improvviso.

Indaga la Procura antimafia Sarà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore di turno, Stefania Mininni, a completare il quadro delle ferite per i colpi sparati dai sicari. Più difficile sembra ricostruire il quadro del delitto, il secondo in quattro mesi a Melissano, dopo l’uccisione davanti ad un fast food il 27 marzo scorso di Manuel Cesari, 37enne. In Procura è lo stesso Procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi a seguire le indagini. E’ lo stesso magistrato che cura da vicino tutte le vicende legate alla criminalità organizzata della zona di Casarano e dell’arco jonico. In un recente passato gli inquirenti hanno ribadito l’ipotesi che vi sia nella zona uno scontro tra gruppi criminali emergenti in cerca di assumere il comando dopo la scomparsa o il carcere di alcuni capi, come Augustino Potenza (ucciso davanti ad un supermaket di Casarano) e il suo sodale Tommaso Montedoro, entrambi casaranesi. Con Melissano che storicamente è sempre stata considerata come una realtà in diretta connessione con la mala del centro più grosso.

Tutta la notte è trascorsa con i carabinieri – ai quali alcuni automobilisti si erano rivolti – impegnati in perquisizioni, controlli e interrogatori, per cercare di assumere informazioni utili da famigliari, amici e conoscenti della vittima. Il giovane, che aveva frequentato il Nautico di Gallipoli, era stato da ultimo visto al lavoro in un supermercato della zona.