Emiliano vara la nuova Giunta regionale (in attesa del “si” dei 5 Stelle). Quattro gli assessori leccesi. Ma non mancano le polemiche

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GallipoliA due mesi dall’appuntamento elettorale, quest’oggi il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha ufficializzato la sua Giunta. Insieme all’ex ministro Massimo Bray (leccese, dal 2010 al 2013 presidente della Fondazione Notte della Taranta), ci sono l’ex vicesindaco di Lecce Alessandro Delle Noci, Anna Grazia Maraschio (leccese, originaria di Patù), Sebastiano Leo (di Copertino), Raffaele Piemontese (Foggia), Pier Luigi Lopalco (originario di Mesagne, nominato già da tempo assessore alla Salute), Anna Maurodinoia (di Bari), Donato Pentassuglia (Martina Franca), Gianni Stea (Adelfia, Bari). Otto assessori su dieci devono essere scelti necessariamente tra i consiglieri eletti, e dunque Emiliano ha scelto come “esterni” l’avvocato Anna Grazia Maraschio (nata a Patù, ma leccese da sempre, già consigliera di parità della Regione Puglia dal 2018) e l’ex ministro Bray (che conserva la Cultura, come nel Governo Letta a cavallo tra il 2013 e il 2014).

Loredana Capone

Emiliano ha lasciato libero un posto, in attesa della decisione del Movimento 5 stelle, sempre in bilico se accattare o meno la proposta di entrare a far parte della Giunta. La delega sarebbe quella al Welfare, che per ora il presidente ha tra le sue mani: divisi appaiono i pentastellati (che dovrebbero affidarsi al voto sulla piattaforma Rousseau): contraria appare Antonella Laricchia (che già cinque anni fa disse “no” ad Emiliano), “possibilisti” appaiono Cristian Casili (di Nardò) e la foggiana Rosa Barone (che potrebbe rivestire la carica di assessore). Per la presidenza sembra, invece, farsi strada l’ex assessore leccese Loredana Capone.

Le deleghe

Queste sono le deleghe assegnate: al vicepresidente Piemontese Bilancio, Programmazione, Ragioneria, Finanze, Affari generali, Infrastrutture, Demanio e patrimonio, Difesa del suolo e rischio sismico, Risorse idriche e Tutela delle acque, Sport per tutti; all’ex ministro Massimo Bray, Cultura, Tutela e sviluppo delle imprese culturali, Turismo, Sviluppo e impresa turistica; ad Alessandro Delle Noci Sviluppo economico, Competitività, Attività economiche e consumatori, Politiche internazionali e commercio estero, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca industriale e innovazione, Politiche giovanili, a Giuseppe Leo Formazione e lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione professionale; a Pier Luigi Lopalco Sanità e Benessere animale; ad Anna Grazia Maraschio le deleghe all’Ambiente, Ciclo rifiuti e bonifiche, Vigilanza ambientale, Rischio industriale, Pianificazione territoriale, Assetto del territorio, Paesaggio, Urbanistica, Politiche abitative; ad Anna Maurodinoia Trasporti e Mobilità sostenibile; al confermato Donato Pentassuglia Agricoltura, Industria agroalimentare, Risorse agroalimentari, Riforma fondiaria, Caccia e pesca, Foreste; a Gianni Stea (altro bis) Personale e organizzazione, Contenzioso amministrativo. Il presidente ha mantenuto la delega alla Protezione civile e, come detto, al Welfare.

«La nuova Giunta – spiega Emiliano – tiene conto in maniera equilibrata delle varie componenti della maggioranza in Consiglio regionale, puntando a valorizzare competenza ed esperienza in relazione alle deleghe assegnate. La composizione del Consiglio, all’esito dei ricorsi al Tar, oggi è diversa rispetto a quella che avevamo davanti all’indomani delle elezioni, sulla base della quale avevamo fatto determinate previsioni. La presenza di donne in Giunta è garantita nella misura di 3 a 7 e siamo impegnati con le forze politiche per far sì che l’Assemblea legislativa sia guidata per la prima volta da una donna».

Le polemiche

Ernesto Abaterusso

Non mancano, tuttavia, le polemiche: “Senso civico-Articolo uno”, movimento coordinato da Ernesto Abaterusso (di Patù) segnala la propria assenza, “nonostante l’apporto politico di questi ultimi anni ed il contributo decisivo in campagna elettorale per far vincere il centrosinistra. Sfugge la motivazione per cui il presidente Emiliano abbia deciso di produrre una ferita nello schieramento progressista, ma soprattutto dovrà spiegarlo ai settanta mila cittadini pugliesi privi di alcuna rappresentanza nonostante il superamento dello sbarramento del 4 per cento“.

Altra “ferita” quella delle donne del Pd che lamentano il mancato rispetto dell'”equilibrio di genere”. «Spiace constatare che, a fronte della presenza nel campo del centrosinistra di tante donne elette e non elette che avrebbero potuto offrire un contributo importante, è venuto meno l’impegno a realizzare una Giunta improntata al principio dell’equilibrio di genere», si legge in una nota.