E alla fine arriva anche lo sfratto

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Gallipoli. Una lunga scia di ricorsi e contenziosi nel travagliato rapporto tra il Comune di Gallipoli e la ormai ex società di nettezza urbana della Seta Cogei. Condito anche da inchieste giudiziarie e penali parallele e da lodi arbitrali vecchi e nuovi di zecca. E il braccio di ferro continua dopo la revoca del contratto d’appalto.

Già nell’ottobre 2008 dopo un complesso iter amministrativo era stata approvata una transazione tra il Comune e la Seta Eu in merito ad un credito vantato dalla ditta di circa 4 milioni di euro (e per questo avviato il lodo arbitrale) per l’inadeguatezza del capitolato d’appalto e il mancato riconoscimento di alcuni servizi. Atto di transazione chiuso con un accordo per il versamento alla società di 1milione e 300mila euro che la stessa ditta ha accusato di non essere mai stato formalizzato e quindi saldato del tutto. Da quell’accordo era stato poi ridefinito, tra l’altro, un nuovo canone per l’espletamento dell’appalto.

Ora la situazione si è acuita:denunce per diffamazione, vertenze per i ritardi nel pagamento degli stipendi agli operatori. E soprattutto la Seta ha chiesto risarcimenti ed indennizzi per vari milioni di euro (circa 12milioni) ed ha dato il via ad un nuovo lodo arbitrale. In questo procedimento il Comune si è costituito con un suo difensore che ha già depositato la memoria difensiva ed ha chiesto che la Seta sia condannata a pagare come rivalsa al Comune somme altrettanto consistenti. Poi il procedimento amministrativo attivato anche a seguito delle verifiche affidate nei mesi scorsi al “controllore” incaricato dal Comune, l’ingegnere De Girolamo (foto). La Seta ha perso al Tar i ricorsi contro gli ulteriori procedimenti sulle inadempienze contrattuali avviati a settembre dall’ufficio tecnico ed è stata condannata per morosità dal Tribunale di Gallipoli per i canoni d’affitto non versati per il cantiere della zona artigianale.