Duplice omicidio di Lecce: la criminologa Bruzzone consulente della famiglia di Eleonora. Per sciogliere qualche perché

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Antonio De Marco

Lecce – «Lo studente voleva trasformarsi in un super assassino, da temere, che non può essere umiliato e trattato male. Voleva lasciare un messaggio per la collettività, era entrato in una sorta di delirio di onnipotenza». È la nota criminologa Roberta Bruzzone a tracciare un primo profilo del 21enne Giovanni De Marco (di Casarano), l’assassino reo confesso di Eleonora Manta e Daniele De Santis.

La Bruzzone, nel ruolo di consulente tecnico di parte nominato dalla famiglia della ragazza di Seclì assassinata, ritiene che De Marco abbia studiato il delitto “come se fosse un esame dell’università. Nel corso della puntata di ieri della Vita in diretta, su Rai Uno, la criminologa ha parlato del delitto confrontandosi anche con l’avvocato Gianni Bellisario (di Casarano), uno dei due legali di De Marco (insieme al leccese Andrea Starace). «Una personalità disturbata con tratti abnormi»: questa la sintesi della Bruzzone.

Il confronto in tv

«Elementi oggettivi ci danno chiaro l’aspetto premedidatorio, ma ci sono altri elementi da valutare. Quanto accaduto – ha affermato l’avv. Bellisario – resta un fatto di una portata tragica e straziante sotto tutti i punti di vista, innanzitutto per la famiglia dei ragazzi uccisi e anche dei genitori di De Marco. Il ragazzo è estremamente confuso nelle risposte e nelle spiegazioni, è in stato di choc. Si presenta con l’aria di uno che sta pensando altrove, con momenti di sconforto totale, di confusione totale e pure di stupore. Il suo stesso racconto confessorio ha grosse lacune, momenti che necessitano approfondimento. Vi è un aspetto di caratura umana che non può essere tralasciato, al di là di quello processuale che ha la sua sede nelle aule di giustizia». I legali difensori stanno valutando, come di solito accade in questi casi, di ricorrere ad una perizia psichiatrica.

L’interrogatorio

La conferma dell’arresto è avvenuta giovedì scorso al termine dell’interrogatorio di garanzia, durato circa tre ore, nel quale De Marco ha confessato di aver ucciso. Malgrado le sue ammissioni, restano però i dubbi sul reale movente del duplice assassinio, sul quale gli investigatori continuano a lavorare. «Li ho uccisi perché era facile ammazzarli», avrebbe detto con candida semplicità. Pur dimostrando “un atteggiamento collaborativo”, come riferito dai suoi legali, De Marco ha risposto alle domande degli inquirenti anche con alcuni “non so, non ricordo”, reagendo con un moto di stomaco alla vista delle foto dei corpi di Eleonora e Daniele, da lui massacrati con oltre 60 coltellate.

De Marco avrebbe escluso pure ogni coinvolgimento sentimentale nella vicenda, confermando l’assenza di screzi o diverbi con i fidanzati uccisi. Ma al Gip Andrea Toriello non è stata fornita alcuna spiegazione sul movente dell’omicidio. Né De Marco si è mostrato “pentito”. Alcune risposte ai tanti quesiti irrisolti potrebbero arrivare dall’analisi del suo computer portatile, che gli inquirenti hanno sequestrato. Resta sempre da capire, inoltre, il il preciso significato dei cinque bigliettini insanguinati trovati sul piazzale nei pressi del condominio di via Montello.