Due facce di mare

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IN EVIDENZA. Chi le sceglie ogni estate, chi non lesina critiche, chi le ammira solo in cartolina: Santa Caterina e Sant’Isidoro di Nardò, così vicine e così diverse, due facce di una stessa medaglia, comunque sempre affollate. Alessandro e Anna hanno seguito il consiglio dei loro amici salentini, percorrendo oltre mille chilometri per raggiungere Santa Caterina da Pavia. Lui, “voce nota” per le imitazioni in radio e tv, si dice “entusiasta della scelta perché è un punto d’appoggio superlativo”. «La confusione è l’unico fattore limitante – nota – ma il mare di Santa Caterina e gli scenari di Portoselvaggio sono mozzafiato. Per noi, qui è il top del Salento». Il tragitto di Francesca (32enne avvocato) per raggiungere la marina neretina è decisamente più comodo: dalla vicina Lecce si sposta da 15 anni a Santa Caterina: «Ho un dolce ricordo di tutte le stagioni estive vissute qui. Tuttavia, negli ultimi anni ho notato un calo di turisti, a parer mio legato all’assenza di eventi forti e di attività commerciali di richiamo, fatta eccezione per un paio. Più che veri turisti, è una meta per le vacanze delle famiglie del posto». In effetti Santa Caterina gode di alta considerazione nella fascia più “chic” nord salentina, al contrario di Sant’Isidoro, talvolta trascurata dai ne- retini e “preda” della limitrofa Copertino. Marco ha 51 anni e da 25 lavora in un’industria metallurgica di Duisburg: «Ogni estate Sant’Isidoro è tappa fissa – spiega in un italiano con forte cadenza tedesca – per un legame affettivo, in quanto qui conobbi mia moglie. Sarò sincero: la forza di Sant’Isidoro, a mio giudizio, è proprio la trascuratezza che gli riservano i neretini. L’atmosfera anacronistica che lo caratterizza rende unico questo tratto costiero». Se da un lato non mancano le bellezze paesaggistiche, dall’altro abbondano le problematiche, come spiega la neretina Maria: «Ho una casa qui che da sei anni ho deciso di destinare all’affitto. Non dispongo della rete fognaria e nella mia zona non si rileva alcun segnale telefonico: pare di essere fuori dal mondo. Poi – conclude – il traffico non regolamentato che si crea sul lungomare alla lunga è snervante e trovare parcheggio è una missione impossibile». Meglio andare altrove.

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