Dopo le intimidazioni e le rinunce, a Parabita Primo Maggio di legalità. Il vescovo: “Urgente ricucire, ricostruire, pacificare”

L'intervento del vescovo per la riappacificazione. Indagini della Direzione investigativa antimafia

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L’incontro in Comune promosso dalla Prefettura

Parabita – Sarà un Primo Maggio particolare quello di Parabita. Per le 11 un movimento formatosi proprio per l’occasione ha dato appuntamento presso la sede del Municipio. Oggetto della manifestazione nel paese che ha visto sciolto il proprio Consiglio comunale per infiltrazioni malavitose: condanna della criminalità e delle sue sfacciate interferenze con la vita democratica di una cittadina.

Al centro infatti ci sono le intimidazioni ai tre commissari prefettizi che hanno gestito il Comune dal febbraio 2017 e, proprio poco prima della presentazione delle liste per il voto del 26 maggio, ad uno dei candidati sindaci, Marco Cataldo. Quest’ultimo, molto conosciuto anche a Lecce per l’attività culturale svolta, ha alla fine rinunciato perché scosso da quanto accaduto. Indagini sono in corso da parte della Direzione investigativa antimafia; minacce ed estorsione aggravata dal metodo mafioso le ipotesi di reato.

Proprio da Lecce è partita l’iniziativa a cui hanno aderito Avviso pubblico (associazione di amministratori per la legalità), Sindaci (tra i primi firmatari Leverano, Racale, Veglie, Guagnano), il presidente della Provincia e Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, associazioni (Diritti a Sud di Nardò, Humanfirst, Articolo 21, Civica Lecce), sindacati (Fnsi, Assostampa Puglia, Cgil Lecce, Siap Brindisi polizia di Stato), personalità del mondo della cultura e del giornalismo quali Nando Dalla Chiesa, Stefania Mandurino,  Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta,Piero Ricci dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, Fabiana Pacella, giornalista salentina al centro di minacce mafiose a causa del suo lavoro e parlamentari (Teresa Bellanova, Dario Stefàno).

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Il vescovo Fernando Filograna

Che l’accaduto non sia da sottovalutare lo ha rilevato anche monsignor Fernando Filograna, vescovo di Nardò-Gallipoli, durante la celebrazione eucaristica del 28 a sera chiesa Madre a Parabita. In contemporanea il messaggio è stato letto nelle altre parrocchie e nel Santuario della Coltura.

Questo il messaggio integrale del vescovo “Prima della celebrazione sento il dovere di esprimere tutta la mia solidarietà nei confronti dei tre commissari prefettizi, Andrea Cantadori, Sebastiano Giangrande e Gerardo Quaranta, che ho avuto modo di conoscere, di stimare e li ringrazio per il lavoro svolto in questi mesi.

“Inoltre dichiaro la mia solidarietà a Marco Cataldo, che a causa di vigliacchi avvertimenti in stile mafioso ha deciso di non concorrere in questa tornata elettorale per il servizio di Sindaco. La stessa solidarietà va a quanti in questi ultimi tempi hanno ricevuto minacce”.

“A Parabita è tornata la paura: estorsioni, spaccio di droga e detenzione di armi. Mi auguro che su questi episodi possa presto essere fatta piena luce. Incoraggio le comunità ecclesiali ad impegnarsi per superare questo difficile momento e spero che le attività elettorali si svolgano nella maniera più tranquilla possibile”.

“Ringrazio il Prefetto e le Forze dell’Ordine per l’impegno a difendere la legalità e il bene della comunità. Proviamo in questo mese a pregare di più e riflettere insieme. Che senso ha fare festa alla Madonna, addobbare le strade a festa, spendere tante risorse, pensare al semplice svago e divertimento, quando il tessuto sociale è così ferito e inquinato?”

“Anche i nostri festeggiamenti religiosi rischiano di diventare espressione di folclore e non di fede vissuta e incarnata nella realtà nostra se non accompagnati da preghiera, riflessione e impegno per la legalità, premessa indispensabile perché ci si possa sentire liberi e sereni”.

È urgente «ricucire», «ricostruire» e «pacificare» la comunità. Ai Candidati a sindaco e a tutti i futuri amministratori, che saranno scelti con coscienza, chiedo di dialogare con tutti, di mettere in atto le iniziative che ritengono più opportune a favore del bene comune”,

“Chiedo alle comunità parrocchiali, al laicato cattolico, alle associazioni, ai circoli, alle istituzioni di diversa natura, alle donne e agli uomini di buona volontà, di fare rete; perché tutti studino e abbiano a cuore il bene della città”.

Paolo VI invitava i cattolici a sporcarsi le mani con «la più alta forma di carità», che è la politica, nel senso autentico della parola. Riscopriamo la formazione “permanente”, organizziamo forum, laboratori, tavoli di pensiero, iniziative dove tutti possano parlare e collaborare per elaborare progetti per la “casa comune”.

“Non ignoriamo i giovani, a volte assenti dalla scena politica: serve un’alleanza fra generazioni per trasmettere una cultura che metta al centro la persona, la vita, la famiglia, l’educazione, il rispetto, la solidarietà, la giustizia sociale, la promozione umana integrale”.

“Difendiamo la famiglia con politiche di sostegno perché, attaccata dalle ideologie, non continui a spezzarsi e scompaginare la comunità, a creare nuovi poveri, che sono numerosi anche qui a Parabita, quelli che una certa cultura mortifera considera “scarti”, inclusi i migranti”.

“In questo momento difficile per la nostra Europa e per l’Italia avvertiamo un bisogno vitale di costruire, giorno per giorno, relazioni positive, fondate sul rispetto e sul confronto perché la cultura dell’aggressività non continui a produrre lacerazioni a tutti i livelli”.

“Parabita è una città di persone rispettose, di persone per bene: è una città dal cuore grande, con alto senso di responsabilità, capace di stare a schiena diritta. La Madonna della Cultura protegga la nostra città e i nostri amministratori”.

 

 

 

 

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