Attentati intimidatori contro l’assessore Calabrese e Paolo Schiavano

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Municipio Ugento
Palazzo comunale Ugento

UGENTO. Torna la paura a Ugento dopo gli attentati intimidatori ai danni dell’assessore ai Lavori pubblici Oronzo Calabrese e dell’affidatario dei servizi museali Paolo Schiavano. Quattro episodi – due per ciascuno, avvenuti negli stessi minuti il 18 gennaio e l’11 febbraio – che si sommano a quello di cui è stato vittima, il 30 luglio, l’assessore all’ Ambiente Antonio Ponzetta, e che in paese hanno fatto calare una coltre di tensione e di timore. Non nuova. Cosa c’è dietro gli attentati intimidatori che hanno scosso Ugento spetterà agli investigatori scoprirlo. Sul caso stanno indagando i carabinieri di Casarano e Ugento, agli ordini del capitano Aniello Mattera e del luogotenente Daniele Corrado.

L’indagine è affidata al procuratore aggiunto Antonio De Donno e al sostituto procuratore Carmen Ruggiero. Quel che è certo – e non potrebbe essere diversamente, visto come sono andati i fatti – è che gli episodi di cui sono stati vittime Calabrese e Schiavano sono tra loro collegati. Il 18 gennaio l’auto del primo è stata raggiunta da due colpi di pistola;  il secondo da una bottiglia incendiaria lanciata vicino casa. E l’11 febbraio entrambi da altri colpi di pistola, esplosi contro i garage delle loro abitazioni. Sembra escluso, invece, un collegamento con quanto accaduto all’assessore Ponzetta. Anzi, per l’esplosione del colpo di fucile contro la vetrata dell’agenzia di noleggio auto del delegato all’Ambiente, la Procura avrebbe già individuato un possibile movente.

Sembra, infatti, che qualche giorno prima del 30 luglio Ponzetta abbia avuto a che fare con le pressioni di un uomo alla ricerca di un lavoro, che lo avrebbe aggredito con toni bruschi. Ora, nel più assoluto riserbo, gli investigatori stanno scavando alla ricerca degli autori e delle motivazioni delle intimidazioni. Per farlo stanno già analizzando la vita amministrativa e professionale delle persone coinvolte e ascoltando persone che potrebbero fornire elementi utili.Quel che è certo è che questi inquietanti episodi hanno fatto ritornare a Ugento un clima di tensione e paura che, forse, non si registrava – con le dovute differenze rispetto alla gravità degli episodi – dai tempi dell’omicidio del consigliere Peppino Basile.