Diritto allo sciopero e raccolta rifiuti, “antisindacale” il comportamento dell’azienda nell’Aro 9 di Casarano

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Paolo Taurino

Casarano – Inizio di rapporto alquanto “turbolento” tra la Tekneko e gli addetti alla raccolta rifiuti nei comuni dell’Aro 9, con capofila Casarano. L’azienda di Avezzano che da circa un anno gestisce il servizio a Casarano, Matino, Parabita, Miggiano, Ruffano, Montesano Salentino e Specchia (per un totale di circa 100 lavoratori), è stata, infatti, condannata dal giudice del lavoro per comportamento antisindacale. Tale è stata considerata la richiesta dell’aziende di conoscere, in via preventiva, la volontà dei lavoratori di aderire o meno allo sciopero proclamato, facendo sottoscrivere loro una dichiarazione in tal senso.

Il Tribunale ha accolto il ricorso ex art. 28 dello Statuto dei lavoratori proposto dalla Funzione pubblica Cgil Lecce, assistita dall’avvocato Fabrizio Cananiello, punendo la condotta dell’Ufficio personale e riaffermando il diritto di sciopero.

I fatti

I fatti denunciati risalgono allo scorso dicembre, a seguito della proclamazione dello sciopero da parte del segretario provinciale della Fp Cgil, Paolo Taurino, e delle Rsu aziendali per il 14 dicembre. Per la Fp Cgil il comportamento messo in atto da Tekneko rivestiva i caratteri dell’antisindacalità (violazione della libertà sindacale e dell’esercizio del diritto di sciopero). «Il Giudice del lavoro Luca Buccheri ha riconosciuto che la condotta aziendale attuata nei giorni 11 e 12 dicembre di chiedere al singolo dipendente preventiva e scritta dichiarazione di adesione o meno allo sciopero indetto da Fp Cgil sia lesiva della libertà sindacale, rinvenendo nell’informativa operata da Tekneko i tratti di atteggiamento datoriale risalente, che depotenzia il ruolo del sindacato».

Il Giudice del Lavoro ha pure ordinato all’azienda di “astenersi in futuro da tale richiesta in caso di proclamazione di sciopero”, oltre a disporre la pubblicazione della sentenza sul sito internet del Ministero della Giustizia per trenta giorni, condannando l’azienda alla refusione delle spese di giudizio in favore della Fp Cgil.