Depuratori e reflui a Nardò: “Scarico zero progetto irrealizzabile” incalzano dall’opposizione. La Regione alle prese con i divieti di legge

357

Nardò – Un progetto fantasioso e irrealizzabile, buono solo come slogan elettorale ma vietato da leggi comunitarie che non prevedono lo scarico nel suolo: questo il succo dell’intervento del consigliere comunale di minoranza Lorenzo Siciliano (Pd) sulla spinosa questione del depuratore di Porto Cesareo, pronto a entrare in funzione e collegato a quello di Nardò, entrambi uniti in un un unico dilemma: dove scaricare i reflui depurati.

“Più volte siamo intervenuti con degli atti formali – afferma Siciliano – per sbugiardare questi signori che hanno sempre spudoratamente mentito sulla questione scarico a mare, raccontando ai cittadini di aver eliminato lo scarico mentre stendevano il tappeto rosso ai reflui fognari di Porto cesareo. Abbiamo studiato e approfondito i progetti farsa presentati dal Comune di Nardò con l’avallo della Regione Puglia, anch’essa venuta fuori con le ossa rotte da quel ormai memorabile Consiglio comunale del 16 maggio 2017 in cui la dirigente del dipartimento regionale ecologia, opere pubbliche e paesaggio ammise, dopo il mio intervento, che lo scarico zero era una balla propagandistica”.

Siciliano: “Le diciamo dal 2017”

“Leggo le sconcertanti dichiarazioni dell’assessore-camaleonte Natalizio in merito all’annosa vicenda dello scarico a mare – rimarca il consigliere comunale – e non posso che constatare che il disastro da noi annunciato nel 2017 si è compiuto in tutta la sua tragicità per la salvaguardia ambientale. Sono trascorsi cinque anni e a Torre Inserraglio la fogna continua ad essere scaricata in mare, raso scogli, in un tratto di costa inibito alla balneazione”.

“Nello splendido mare di Portoselvaggio, tra non molto, accadrà l’irreparabile, grazie alla folle decisione di Mellone (Sindaco di Nardò, ndr) e i suoi di voler collettare la rete fognaria di Porto Cesareo a quella di Nardò sulla base di un progetto irrealizzabile e per il quale votammo con convinzione contro” perché la legge, la normativa comunitaria e i regolamenti regionali lo impedivano”.

Confronto Regione – Ministero

 Oggi Porto Cesareo – conclude Siciliano – rivendica gli allacci alla rete fognaria perché ne ha l’opportunità, grazie a Mellone e i suoi che hanno consentito i lavori di collettamento alla rete fognaria di Nardò, la Regione dà il via libera e da palazzo Personé affermano “qui decidiamo noi”. Non comprendendo, neppure di fronte all’epilogo della farsa, che il danno è compiuto”.

Nei giorni scorsi la Regione, tirata in ballo a Nardò ma anche a Porto Cesareo, ha detto la sua tramite l’assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio: “Il depuratore (di Porto Cesareo, ndr) sarà in grado di restituire all’ambiente un refluo depurato e il massimo di riutilizzo delle acque affinate. L’argomento oggetto di interlocuzioni col Ministero dell’Ambiente, interrotte dall’attuale crisi di governo ma che ci adopereremo a riattivare il prima possibile”. Obiettivo: “Ottenere la deroga allo scarico a mare”.

(nelle foto l’attuale scarico nel mare di Torre Inserraglio del depuratore di Nardò; il consigliere Siciliano e l’assessore regionale Maraschio)