Dante ispira Scorrano. Libro e “nozze d’oro”

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Luigi-ScorranoTUGLIE. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Il noto passo del canto XXVI dell’Inferno di Dante ha ispirato il titolo del volume, a cura di Giuseppe Caramuscio, dedicato alle “nozze d’oro di Luigi Scorrano con Madonna Sapientia”. Un libro dedicato, quindi, alla proficua attiva di studio e di ricerca condotta, nel corso degli anni, dal professore. L’intensa attività di Luigi Scorrano ha inizio subito dopo la laurea in materie letterarie con il massimo dei voti e la lode. Con Aldo Vallone, di cui fu allievo, ha curato un commento alla Divina Commedia (Napoli, Ferraro, 1985-1988). Ha collaborato, e collabora tuttora, a riviste di critica letteraria. I suoi interessi di studio riguardano soprattutto la presenza di Dante nella letteratura italiana del Novecento ma anche, in senso generale, nell’interpretazione di Dante.

La presentazione del volume è avvenuta, nel centro polifunzionale di Tuglie, il 10 marzo scorso alla presenza, tra gli altri, di Antonio Lucio Giannone, pro rettore e docente di letteratura italiana contemporanea dell’Università del Salento, Fabio D’Astore, presidente della “Società Dante Alighieri” Sezione di Casarano – Università del Salento, di Mario Spedicato, docente di storia moderna dell’Università del Salento, nonché presidente della “Società Patria per la Puglia – Sezione di Lecce”. Gli intermezzi culturali sono stati curati, invece, dagli attori della compagnia teatrale “Calandra”.

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