Da qui all’Europa in treno risparmiando

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Lo scalo ferroviario di Melissano

Il primo carico sarà di acque minerali, confezionate da una ditta di Melissano, diretto al Nord Italia: sarà l’attesa inaugurazione, di fatto, dello scalo ferroviario intermodale di Melissano, ultimato da tempo e solo la settimana scorsa (esattamente il 31 gennaio, per la cronaca) collaudato e messo in circolo da opera “incompiuta” qual era.

Pensato la prima volta a metà degli anni Ottanta e inserito nel piano straordinario di 5mila miliardi di lire per le ferrovie locali, la piattaforma logistica ha visto la luce molto più di recente, grazie ai soldi del Pit 9 (piano integrato territoriale) di cui era Comune capofila Casarano: siamo a metà dei primi anni 2000; costo dell’opera 2 milioni 800mila euro.

In un caso e nell’altro il centro di carico ferroviario serviva a rendere meno problematica la distribuzione delle produzioni del Basso Salento,  nel resto d’Italia e d’Europa. Si partiva da esigenze reali e certificate: solo per trasportare le primizie orticole negli anni Ottanta occorrevano tremila carri su rotaia e poichè spesso non erano disponibili, i diretti interessati si riversarono sui Tir privati. Premevano anche le calzature del Casaranese, allora in pieno boom fino a fine secolo prima della crisi irreversibile a cavallo del 2000. Altri tempi.

Oggi alle Ferrovie del Sud Est, compartimento di Lecce guidato dall’ingegnere Luciano Rizzo, arrivano altre richieste, da chi appunto produce le acque minerali, o materiali lapidei e merce pericolosa, ma non è detto che almeno i prodotti agricoli non vengano attratti nuovamente dalla rotaia rapida, veloce e sicura. Se, ad esempio, si pensa al traguardo, che potrebbe essere più vicino di quanto si pensi, del riconoscimento Dop alla patata Sieglinde e quindi al conseguente rilancio di quelle coltivazioni intorno a Racale, Alliste, Melissano e Taviano principalmente, quello scalo attivato con tanto ritardo ritroverebbe comunque una sua attuale funzione.

Un locomotore Fse ha certificato che finalmente tutto è a posto in quella spianata desolata fino ad oggi che si intravede dalla Statale Gallipoli-Leuca, dominata da un grande carro ponte giallo. Forse un giudice deciderà presto, almeno si spera, che non  vi sono stati sprechi o cattivi usi di denaro pubblico. Intanto si è accesa un paio di mesi fa la polemica politica intorno a quest’opera, su cui dal 2009 il Comune di Melissano, col sindaco Roberto Falconieri, reclama attenzioni; da ultimo, con una lettera dell’ottobre 2012 a Regione, Fse, Provincia, Area vasta Sud Salento (presidente il Sindaco di Maglie, capofila ancora Casarano), Camera di commercio e Confindustria, riproponendosi come gestore.

L’allora sindaco di Casarano, Remigio Venuti, oltre a respingere qualsiasi addebito (“il bando della gara di appalto è del settembre 2008, io ho lasciato la carica nel giugno 2009”), ribadisce l’importanza della struttura: «Col Pit 9 quest’opera che viene da lontano ha avuto un’accelerazione; rappresentava e rappresenta un intervento strategico per il sistema economico e produttivo del Basso Salento, incidendo in modo importante sui costi di trasporto delle merci, punto critico da sempre lamentato dalle aziende locali, a maggior ragione oggi col costo dei carburanti alle stelle». Si parte.