Da Parabita la storia di Jack, cane libero e felice, morto avvelanato

2067

Jack lo presi con me nel 2016, aveva appena sei-sette mesi. Lo trovai perché venni chiamato da turisti residenti a Matino che si accorsero di lui e suo fratello, in quanto ridotti pelle e ossa. Il fratello lo trovai già morto pochi metri rispetto a Jack, non feci in tempo a salvarlo ma lo presi con me e lo portai nella zona dove abito per lasciarlo libero in compagnia di un altro cane che già accudivo.

Dal quel giorno e fino allo scorso 15 dicembre ha vissuto felice, amato e libero, senza dare problemi a nessuno. Ogni giorno della mia vita ci siamo incontrati, ogni giorno amati. Era unico nel suo essere buono, coccolone e dolce, anche se la sua stazza era enorme. La sua collocazione nel nostro ambiente era molto marginale in quanto situato nel bel mezzo della natura delle nostre campagne, non esposto ai rischi di una civiltà urbana, ma nonostante questo a qualcuno ha dato fastidio il mio Jack tanto da compiere uno dei gesti più vigliacchi del mondo: avvelenarlo.

Chiedo solo o meglio ho la speranza che questi gesti non vengano più compiuti nel bene di tutti i cani liberi che hanno solo la voglia di vivere. Il mio Jack non me lo darà indietro nessuno ma lo porterò sempre con me nel cuore . Ogni giorno che passerò da lì a salutarlo. Jack aveva solo 4 anni.

Biagio Fattizzo

Parabita