Da Conversano l’esempio di una buona riconversione

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C’è un precedente in Puglia in cui al posto di un ospedale chiuso, si è concordato di avviare un Poliambulatorio di terzo livello, superattrezzato, in grado di affrontare le esigenze di un bacino di 400mila abitanti. Si sta parlando di Conversano e dell’ospedale “Florenzo Jaia”.

Il protocollo d’intesa tra l’Asl di Bari e gli amministratori comunali di Conversano – trenta km da Bari e 26mila abitanti – è datato giugno 2012. Il Comune, sia pure a malincuore, accetta la chiusura del polo ospedaliero ma ottiene dai vertici sanitari il mantenimento di una serie di branche specialistiche (se ne contano 28, compreso Terapia del dolore) ad eccezione di quella per il ricovero di acuti, di una decina di unità operative e servizi,  del Centro dialisi, dell’attività di Anestesiologia, dei servizi sanitari territoriali del Dipartimento di prevenzione e di quello delle Dipendenze patologiche e di Salute mentale, della farmacia territoriale.

A queste attività da trasferire e collocare nell’ospedale ora dismesso, si aggiunge un Punto di primo intervento, in pratica un pronto soccorso aperto 24 ore su 24. Nel protocollo si sottoscrive pure che sarà attivato il Day service di Chirurgia e medicina e l’impegno dell’Asl di trovare i soldi per un reparto di Risonanza magnetica. Inoltre, c’è la garanzie che solo dopo l’entrata in funzione di questi servizi saranno trasferiti in ospedali vicini i reparti ospedalieri di Medicina, Geriatria e Psichiatria. Del pacchetto “dismissione ospedale “Jaia”  fa parte, infine, l’apertura di una unità operativa di Fisiopatologia della riproduzione umana.