Covid in Puglia, tamponi positivi al doppio della media nazionale e impennata dei decessi. Vaccinazioni riprogrammate. Ospedali in affanno

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Gallipoli – Primo giorno di “zona rossa” per la Puglia con impennata dei decessi e percentuali di tamponi sempre al doppio della media nazionale. Tutto ciò nel giorno in cui anche l’Agenzia italiana del farmaco sospende, “in via del tutto precauzionale e temporanea” l’utilizzo del vaccino AstraZeneca, sulla scorta di simili provvedimenti adottati da altri paesi europei, in attesa che si faccia luce sugli ultimi “casi sospetti” registrati.

Anche in Puglia, quale invitabile conseguenze, sono state sospese tutte le vaccinazioni programmate con il vaccino anticovid dell’azienda biofarmaceutica anglo-svedese. «Le categorie già convocate per la vaccinazione con Astrazeneca saranno riprogrammate nei prossimi giorni a seguito delle prossime decisioni dell’Aifa: quindi non ci si deve presentare presso i centri vaccinali», fa sapere l’assessore regionale alla Salute Pier Luigi Lopalco.

Vaccinazioni riprogrammate

Pier Luigi Lopalco

«Abbiamo fiducia nelle autorità regolatorie come Aifa e Ema. Queste sospensioni – spiega Lopalco – sono la dimostrazione che il sistema di vigilanza funziona e si attiva al minimo segnale di dubbio. Chiediamo ai pugliesi delle categorie delle forze dell’ordine e degli operatori del mondo dell’istruzione di avere pazienza perché in breve tempo, appena l’agenzia europea del farmaco Ema si sarà pronunciata sullo sblocco, le vaccinazioni saranno riprogrammate in modo da evitare la maggior parte dei disagi».

Sul fronte dei test eseguiti giornalmente, oggi la percentuale dei tamponi positivi in regione è del 15,2%, due punti percentuale in più di ieri, mentre la media nazionale è all’8,5%. Sono 715 i nuovi casi, contro i 1542 di ieri, su 4.707 tamponi eseguiti (ieri 8951). In provincia di Lecce 127 casi oggi; 173 ieri. Ben 34 (9 ieri) sono stati i decessi attribuiti al contagio, sette dei quali nel Leccese, dove negli ultimi sette giorni c’è stato un incremento del 9,13% dei casi con un’incidenza di 115 ogni 100mila abitanti.

La pressione sugli ospedali

Sale, come previsto, la pressione sugli ospedali: rispetto ad una media giornaliera di circa 250 pazienti, negli ultimi due giorni sono stati assistiti 617 pazienti sospetti Covid (300 sabato; 317 ieri). Questa mattina è entrato in funzione l’ospedale Covid presso la Fiera del Levante con il trasferimento dei primi pazienti dal reparto di Terapia intensiva del Policlinico, mentre nella sede della Protezione civile della Regione Puglia sono arrivati quattro respiratori di ultima generazione per la lotta contro il Covid, donati dagli Stati Uniti d’America attraverso la missione diplomatica “Usa in Italia” e l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid). Sono respiratori portatili Zoll Model Emv+, prodotti negli Usa, strumenti compatti e mobili che consentono flessibilità nel trattamento dei pazienti.

Al “Ferrari” di Casarano si torna a segnalare la sospensione delle attività chirurgiche per l’assenza di medici- anestesisti. Ne da notizia Giovanni D’Ambra, segretario provinciale di Cisal sanità. Nei giorni scorsi era stato il sindaco Ottavio De Nuzzo ha scrivere a Regione e Asl per segnalare la situazione e sollecitare un “intervento immediato”. In tutta la Asl Lecce ben 21 anestesisti sono stati spostati nei reparti e ospedali Covid, con le inevitabili conseguenze.

La proposta

Il sindacato di categoria parla di “gravissima criticità” per un ospedale al servizio di un bacino di utenza “di circa 180.000 abitanti”. L’invito rivolto al presidente della Regione è quello di commissariare le Asl pugliesi e di affrontare l’attuale pandemia mettendo a disposizione gli ospedali non più in funzione, “ma pieni di letti, spazi ed anche attrezzature”, di Campi Salentina, Nardò, Poggiardo, Gagliano del Capo come “Ospedali Covid” assieme alle Unità operative “Infettivi” del “Fazzi” e di Galatina.

«Trasferisca lì le attrezzature indispensabili assieme al personale medico, infermieristico, oss, ausiliario necessario. I posti letto indispensabili ad assicurare le cure ai pazienti Covid per la provincia di Lecce saranno così garantiti», conclude D’Ambra.