Covid e giustizia: “Lockodown giudiziario da evitare”. Parte l’appello dei Giovani avvocati di Aiga

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Lecce, aula tribunale

Migliorare l’organizzazione per evitare un nuovo lockdown giudiziario.
Già nella fase iniziale dell’emergenza sanitaria tuttora in corso, che aveva visto il blocco
dell’attività giudiziaria per l’imposizione del lockdown nazionale per poi passare alla (lenta) ripresa della medesima, L’Associazione italiana giovani avvocati (AIGA) evidenziava la particolare incidenza di tale situazione sui diritti dei cittadini e sull’Avvocatura tutta, con particolare riferimento a quella più giovane, naturalmente più esposta agli effetti negativi di tale fase.

Tuttavia, a distanza di quasi un anno, la recrudescenza della pandemia sembra porre i
medesimi problemi di allora, nonostante l’esperienza maturata. La collaborazione costante tra tutti i soggetti coinvolti nell’amministrazione della Giustizia ha portato all’adozione di protocolli e provvedimenti che -certamente perfettibili- hanno comunque consentito la continuità nell’esercizio dell’attività giurisdizionale, limitando le catastrofiche conseguenze derivanti da eventuali ulteriori paralisi delle attività, più o meno prolungate, che vanno
assolutamente scongiurate.

In tal senso, tanto è stato fatto ma ancora tanto c’è da fare. Sul punto, va evidenziato che le criticità che riguardano, per citarne solo alcune, gli assembramenti che ancora si creano fuori dalle aule di udienza, il mancato rispetto delle fasce orarie che determinano, inevitabilmente, accavallamenti nelle trattazioni e ritardi, il sistema di prenotazioni
per l’accesso agli uffici giudiziari, che costringe l’avvocato a più prenotazioni per ogni singola attività da svolgere o, ancora, lo scarso utilizzo delle udienze da remoto che, almeno nel processo civile, sarebbero certamente utili, rappresentano circostanze che certamente non possono essere imputate a responsabilità degli avvocati.

Pur consapevole dell’attuale situazione sanitaria e nonostante tali criticità, che certamente
necessitano di intervento, AIGA, auspicando che della passata esperienza si sia fatto tesoro, è persuasa che la strada da percorrere sia ancora quella di una migliore organizzazione per lo svolgimento in sicurezza dell’attività giudiziaria anziché un nuovo lockdown giudiziario, i cui devastanti effetti graverebbero -ancora una volta, come un anno fa- esclusivamente sui diritti dei cittadini e sull’Avvocatura tutta, in particolare su quella più giovane.

Il Presidente di AIGA Lecce
Avv. Gabriele Filippo Maria De Marco