Coronavirus: Puglia alla “prova del nove”. La proposta: “Aumentare i tamponi per fugare i dubbi e favorire il turismo”

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Gabriele Caputo

Il 2 giugno festeggeremo ancora una volta la nascita della Repubblica Italiana e, quest’anno, anche la riapertura delle frontiere interne e del “tutti liberi” (forse). L’Italia
ritrova la libertà di circolazione interregionale, e torna ad essere riunita. Il sistema Puglia per adesso sembra aver funzionato e, grazie alle misure messe in campo dal presidente Emiliano, oltre ad una non scontata dose di condizioni favorevoli (come in generale per tutto il centro-sud), oggi si può guardare con maggiore fiducia e puntare sulla sperata “ripartenza economica”. 

La Regione sta dando dimostrazione di particolare attenzione anche su questo fronte, mettendo in campo una propria “manovra finanziaria” fatta di provvidenze economiche a favore di aziende, professionisti e partite iva, che si spera, non tarderanno a portare importanti benefici per il rilancio.

Le scelte regionali rimangono tuttavia all’ombra di un punto controverso, da non sottovalutare: siamo l’ultima regione in termini di tamponi effettuati (fonte Gimbe).
Questo punto nevralgico, al contrario, se ben gestito, potrebbe diventare un importante elemento di forza, oltre che per le ovvie considerazioni in campo sanitario, anche
per il rilancio dell’immagine della Puglia in chiave turistica. Oggi, servirebbe quindi, “la prova del nove”! Tornerebbe utile adottare una specifica strategia, che potremmo definire di marketing “territorialesanitario”, verificando ulteriormente e rendendo noto, il reale stato di salute della Regione.

Secondo questa direttrice, servirebbe: 1) promuovere la rilevazione (per almeno una settimana) di un numero giornaliero di tamponi almeno pari a quello della media nazionale, provando quindi a raddoppiare quelli attuali (circa 2500-2600 negli ultimi giorni); 2) valutare quindi l’attuale portata del contagio, soprattutto tra i cittadini comuni, quantificando statisticamente la significatività del fenomeno; 3) infine, dimostratane la scarsa incidenza in Puglia, promuovere la mobilità turistica verso la nostra regione e
tra regioni che (allo stesso modo), abbiamo dimostrato uno stesso grado di non-diffusione del virus.

Una simile strategia, oltre che fugare dubbi ancora persistenti in una parte del mondo medico e scientifico, di sicuro potrebbe servire per generare un nuovo cauto ottimismo tra la popolazione residente e maggiore fiducia nei canali turistici; gli stessi che nelle scorse settimane hanno annullato le prenotazioni estive nel Salento e nella nostra regione e che dobbiamo provare a riconquistare.