Coronavirus, nuova risalita dei contagi in Puglia con “focolai sotto controllo”. Intanto la temuta “seconda ondata” divide gli esperti

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Gallipoli – Mentre in Puglia si impenna il numero dei nuovi contagiati da Coronavirus, virologi ed esperti italiani si dividono sul rischio concreto che una nuova seconda fase dell’epidemia possa colpire anche il nostro Paese.

Il bollettino Covid del 5 agosto, su 2.630 test effettuati registra 23 casi, un numero che in un solo giorno non si aveva dal periodo di quarantena. Ad incidere sono molti casi di stranieri approdati in Puglia. In tutta la regione (dove non si registrano decessi) vi sono tre positivi in provincia di Bari, due in quella di Brindisi e nove nel Foggiano e ben otto in provincia di Lecce, tutti migranti sbarcati la notte scorsa sulle coste di Gallipoli: sul veliero condotto da due scafisti turchi poi arrestati, vi erano in totale 84 migranti. I soggetti in questione sono già in isolamento. Anche nelle altre province (vedi Foggia) i casi fanno riferimento a focolai già sotto controllo.

Gli ultimi casi e il dibattito sulla “seconda ondata”

«I casi odierni – fa sapere il direttore generale della Asl Lecce Rodolfo Rollo – riguardano cittadini stranieri il cui arrivo è stato gestito dalla Prefettura di Lecce. La Asl è intervenuta in sinergia con le forze dell’ordine per le tempestive valutazioni sanitarie e l’effettuazione dei tamponi. I casi sospetti sono già stati inviati in strutture idonee per l’isolamento».

Intanto i medici di “Salento health”, testata giornalistica locale diretta dall’ematologo e giornalista Rodolfo Fracasso (di Tricase), rilanciano il dibattito sulla possibile “seconda ondata” che qualcuno prevede in autunno. Se per l’infettivologo Massimo Galli quest’ultimo scenario “non è ineluttabile”, l’ex ministro allaSanità Girolamo Sirchia ritiene che la seconda ondata è un rischio concreto “che ci coglierebbe però impreparati: dovremmo prepararci ad affrontarla e non lo stiamo facendo.  Non vedo un piano strutturato e coordinato per arginarla”.

Per Fabrizio Pregliasco, virologo all’Università di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, con il peggioramento della situazione pandemica in vari paesi europei, oltre che in Asia e in America,”oggi il rischio di una seconda ondata di Covid-19 inItalia diventa più pesante e concreto. Se altre nazioni europee intorno a noi non tengono, il pericolo aumenta indubbiamente anche per il nostro Paese”.

Da Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, giunge invece un invito a non fare del “terrorismo psicologico”. «Il virus, in una certa misura, tornerà con i mesi freddi – sostiene Bassetti – ma non sarà come la spagnola e non mi piace chiamarla “seconda ondata” perché la memoria va immediatamente alle bare di Bergamo e alle terapie intensive piene. Dobbiamo organizzarci affinché quando arriverà l’autunno e ci saranno senz’altrocontagi di Covid-19, anche sovrapposti a influenza, dovremo essere bravi a fare tamponi e individuare nuovi focolai».