Coronavirus: “Nessun caso in Puglia”. Il presidente Emiliano: “Chi viene dal nord segnali la sua presenza al proprio medico”. Amuchina e mascherine introvabili. I consigli dell’Ordine dei medici

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Gallipoli«Allo stato non si registra alcun caso di Coronavirus in Puglia»: è il presidente  della Regione Michele Emilianiano ad intervenire per fare il punto della situazione sulla diffusione del virus che da giorni ormai sta preoccupando direttamente anche gli italiani.

Se in Puglia non ci sono, al momento, malati da Coronavirus, si registrano tuttavia “cinque casi che presentano sintomi sovrapponibili a quelli del Coronavirus e sono tutti in corso di accertamento”, scrive Emiliano in un comunicato delle 18.37.

Le presenza da segnalare alle autorità 

Il presidente della Regione non emette alcuna ordinanza restrittiva (“non è possibile in mancanza di un caso di positività accertato”) ma invita ugualmente i cittadini che rientrano in Puglia provenienti da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, e che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni, “a comunicare la propria presenza nel territorio della Regione Puglia con indicazione del domicilio al proprio medico di medicina generale ovvero, in mancanza, al Servizio igiene e sanità pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria locale territorialmente competente al fine di permettere l’esercizio dei poteri di sorveglianza sanitaria”.

Michele Emiliano

Resta il fatto che tutti gli individui che sono transitati e che hanno sostato dal primo febbraio 2020 nei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini nella Regione Lombardia e di Vo’ nella Regione Veneto, hanno, invece, l’obbligo di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio “ai fini dell’adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza fiduciaria con sorveglianza attiva”.

Introvabili amuchina e mascherine

Anche nel Salento, intanto, sono introvabili amuchina e mascherine, ritenuti utili strumenti contro il propagarsi del virus. A Gallipoli e nei dintorni non si registrano, tuttavia, le resse per gli approvvigionamenti ai supermercati che si vedono nelle regioni al momento più colpite dall’emergenza. «È inutile girare per trovarne altrove, le mascherine mancano già da un mese e l’amuchina per lavarsi le mani da fine settimana scorsa, e non è dato sapere se e quando  arriveranno», fa sapere un farmacista di Gallipoli. Stessa cosa anche nelle farmacie dei paesi vicini.

Monica Seclì

«Tutto quanto sta accadendo in questi giorni non ha senso – afferma Monica Seclì, farmacista ad Alezio – hanno fatto scorte incredibili di amuchina e abbiamo venduto  mascherine anche a persone che di fatto non si muovono mai da casa e che quindi non ne faranno uso certamente, privando chi ne potrebbe aver davvero bisogno, come una signora che stamattina era preoccupata perché deve partire per Ginevra. Che poi –conclude la farmacista – quelle solitamente in vendita nelle farmacie servono a ben poco: lo stesso effetto, lo fanno più o meno pure le sciarpe che si usano d’inverno».  Al momento, tra l’altro, non si registra neppure un aumento nell’acquisto di aspirine, tachipirine, antinfluenzali in genere, o autoimmunizzanti.

I consigli del presidente dell’Ordine dei medici della provincia 

Donato De Giorgi

«Non dobbiamo lasciarci prendere dal panico, e cadere nel ridicolo, come quelli che fanno incetta di amuchina e di mascherine: la questione – fa sapere Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia – va affrontata con estrema serietà. Al momento la situazione è sotto controllo, da noi non ci sono casi di contagio, e comunque, ove se ne dovessero verificare in futuro, la Asl è già attrezzata per affrontare eventuali emergenze. Se ogni cittadino, invece, si attiene diligentemente ad alcune prescrizioni elementari che si stanno via via diramando, che altro non sono poi che le normali norme di igiene, si può affrontare l’emergenza con maggiore fiducia e serenità: il mostro non ci deve far paura più di tanto. In passato abbiamo affrontato, infatti, con successo, situazioni ben più gravi (ebola, aids, sars, etc.) di quella attuale, che, a quel che si vede, ha un tasso di mortalità molto più basso rispetto alle altre epidemie. L’unico vulnus a cui assistiamo è la velocità con cui si espande, e il fatto che siamo stati colti di sorpresa e non siamo ancora in condizione di somministrare  l’antidoto per combatterlo. Raccomandiamo di non affollare i pronto soccorsi o il servizio 118: chiamate solo in caso di necessità, ovvero quando si è stati in contatto con persone che sono state contagiate da coronavirus o di recente sono state in Cina e hanno tosse, dispnea e febbre».

Il presidente De Giorgi esprime, infine, solidarietà e vicinanza ai colleghi e a tutto il personale sanitario, che in questi giorni sta affrontando con abnegazione e sacrificio professionale e umano il proprio lavoro, pagando anche un prezzo altissimo: «si pensi ai colleghi infettati dal virus, e ora costretti alla quarantena».

L’Università del Salento rimane aperta

Fabio Pollice

«Al momento non vi sono casi di contagio nella nostra regione che possano indurci a prendere in considerazione la possibilità di sospendere l’attività didattica, e non sono peraltro giunte indicazioni in tal senso dalle autorità competenti», fa sapere il rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice. La stessa Università ha costituito una task force  “che si occuperà di proporre ogni azione preventiva utile a contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da Covid-19 nel nostro Ateneo”: allo studio le soluzioni organizzative più appropriate per lo svolgimento delle varie attività universitarie (didattica, appelli di esame e di laurea, missioni, servizi a diretto contatto con il pubblico, misure igieniche).

(ha collaborato Amleto Abbate)