Coronavirus e la perdita del lavoro: fatti pagamenti di cassa integrazione per 61.449 addetti tra Lecce e Casarano. Poche le domande ferme: incomplete

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Casarano – Ha cominciato a funzionare l’erogazione dei sostegni a chi è rimasto senza lavoro a causa dell’epidemia da Coronavirus. A far data a ieri i salentini che hanno ricevuto i pagamenti preannunciati sono stati in totale 61.449. Giacenze presso gli uffici Inps di Lecce e Casarano risultano essere ormai marginali e dovute in gran parte a domande incomplete o errate in qualche elemento.

L’Inps regionale ha diffuso i dati riguardanti la cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), il fondo di integrazione salariale (Fis) e la cassa integrazione in deroga (Cgi in deroga). Entro il prossimo fine settimana si conta di poter chiudere i conti con le mensilità relative a marzo e aprile scorsi.

Le domande suddivise per categoria

Nello specifico la Cigo ha prodotto tra le due sedi 30.056 pagamenti; 12.446 dal Fis e 18.947 dalla Cig in deroga. Per fare un esempio più tangibile circa gli arretrati nei versamenti ai diretti interessati con conseguenti proteste nei confronti dell’Istituto di previdenza, si pensi che per la Cigo Lecce ha definito 3.100 domande su 3.175 con pagamenti effettuati per 19.064 destinatari. Casarano ne ha definite 1.704 su 1.728 e 10.992 pagamenti.

Uguale nelle proporzioni il residuo da smaltire da qui a sabato per il Fis, con effettuati già 8.362 pagamenti dalla sede di Lecce e 4.085 da Casarano. Per la Cgi in deroga infine i pagamenti effettuati sono stati 13.269 da Lecce e 5.678 da Casarano. Per l’intera Puglia all’Inps si rileva che si sta procedendo al ritmo di 70mila pagamenti a settimana.

Dal 15 giugno novità procedurali

In arrivo infine una novità nelle procedure. Dal 15 giugno la Regione non è più coinvolta come lo è stato finora per la Cassa integrazione in deroga. Un passaggio in meno con l’Inps che valuta in 15 giorni i tempi di attesa per l’erogazione de 40%  di anticipo dall’arrivo della domanda.

Le aziende pugliesi che hanno fatto ricorso a questi strumenti di integrazione del salario sono state circa 36mila; coinvolti più di 125mila dipendenti. La Regione puglia aveva ultimato la propria parte il 9 maggio scorso. “Tra le prime Regioni d’Italia”, aveva commentato il presidente michele Emiliano.