Coronavirus: 35enne di Parabita torna dalla Cina e si “auto-isola” in via precauzionale. La Asl: “nessuna limitazione”

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Parabita – Non presenta alcun sintomo della malattia provocata dal Coronavirus ma si è posto ugualmente in “auto-isolamento”, in via precauzionale, (in un’abitazione di famiglia a Matino) il 35enne di Parabita rientrato in questi giorni dalla Cina.

Nelle ultime ore è stata la direzione generale della Asl a rendere noto che in provincia di Lecce ci sono al momento in “auto-quarantena” nove cittadini cinesi ed un italiano, il 35enne di Parabita rientrato da Xi’an, città che dista circa 800 chilometri da Wuhan, considerata l’epicentro della diffusione della malattia.

Le linee guida del Ministero

Il giovane, in Cina per insegnare ad un’università privata, ha fatto scalo prima a Londra e poi a Bari. Ha adottato l’isolamento volontario seguendo le linee guida disposte dal Ministero. Stessa misura già adottata in Cina dove è rimasto chiuso in casa per due settimane non appena appreso della diffusione del virus, cioè fino al discorso del presidente della Cina del 24 dicembre. Non sussiste tuttavia, né per lui né per gli altri cinesi sbarcati, alcun tipo di preoccupazione. Si tratta soltanto di una misura precauzionale neppure imposta dalla Asl.

Rodolfo Rollo

Lo stesso direttore generale della Asl Lecce, Rodolfo Rollo, ha spiegato come il personale della Asl stia seguendo da vicino la situazione dei dieci soggetti interessati da tali misure precauzionale, chiedendo costantemente di controllare alcuni parametri, tra cui quello fondamentale della temperatura corporea.

La Asl: “invito precauzionale”

«È stato disposto un invito alla limitazione dei rapporti e nessuno impedisce loro di uscire», ha spiegato Rollo. Stesse precauzione vengono adottate anche nei centri di accoglienza per immigrati. «Non sussistono, al momento, elementi che determinano preoccupazione ed è utile seguire i suggerimenti dell’Istituto superiore di Sanità relativi alla prevenzione dell’infezione da Coronavirus», ha spiegato inoltre il direttore della Asl.