Contagiati Covid, in 48 ore dal 23 al 13%. Nel Leccese impennata di ricoveri in Terapia intensiva e cinque decessi. Uno a Racale

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Gallipoli – Nel giro di due giorni dal 23 al 13%: lo certifica il bollettino regionale di oggi che rintraccia 13 positivi ogni cento testati. Sono stati esaminati ben 10.265 tamponi faringei che hanno espresso 1.368 contagiati. Nessun crollo alla colonna decessi: se ne sono registrati nelle ultime 24 ore 28.

In questo conteggio dovrebbe esserci il marito, anche lui ultraottantenne, della donna di Racale deceduta venerdì scorso. Restano ricoverati al Dipartimento emergenza accettazione di Lecce il figlio e sua suocera. Un’altra persona anziana, è notizia di oggi, è stata ricoverata al Dea. Altri quattro decessi sono localizzati in provincia di Lecce (un centenario a Santa Cesarea terme); 7 in quella di Bari, 14 in provincia di Foggia, uno ciascuno a Brindisi e Bat.

La “zona rossa” della Puglia

Bari e Foggia la fanno da padrone anche oggi per numero di infezioni: 612 a Bari, 158 nella Bat, 228 a Foggia, ma anche 245 in provincia di Brindisi, 117 a Taranto e 87 nel Leccese. Su queste differenze territoriali si baserebbe la proposta di zona rossa limitata ai territori da Bari in su.

In attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale di Bari (oggi si è riservato di decidere) sulle ordinanze del presidente Michele Emiliano circa la chiusura o meno delle scuole di ogni ordine a grado, in numerosi Comuni ci si è regolati quasi sempre secondo criteri di precauzione con chiusure e sanificazioni da Lecce a Galatina, Alliste, Parabita, Leverano, Copertino. In altri paesi, come Racale i Comuni stanno varando servizi assistenziali straordinari come nella prima ondata dell’epidemia. A Porto Cesareo il Comune donerà tamponi ai cittadini maggiormente esposti.

Sono 97 i nuovi contagiati

La circolazione del virus non rallenta neanche davanti alle mura del carcere di Lecce: cinque gli agenti positivi che ha prodotto un “taglio” del 20% del personale in attività, finito in isolamento, rendendo così più acuta la carenza di addetti. Da notare che Melissano, che contava 19 casi nel report settimanale di venerdì corso curato da Asl Lecce, in pochi giorni è arrivato a 28 casi, come comunicato dal Sindaco Alessandro Conte.

Il Dea di Lecce

Con un Covid così efficace, si sono dovuti ricoverare in 4 e ben 17 in Terapia intensiva, mentre gli isolati in casa sono stati 1.007. Guariti in 333. Di conseguenza l’Asl Lecce sta lavorando per far tornare il Dea di Lecce completamente ospedale Covid, come è stato in parte nel precedente periodo. Insieme al Dea Lecce anche l’ospedale di Galatina (tra qualche protesta), Sembrano riconfermati presidi Covid a Gallipoli (otto posti di intensiva), Casarano (8 posti), Scorrano (8 posti) e negli ospedali accreditati di Tricase e di Lecce.

Nuovi posti a Lecce per ricoverati di tutta la regione

Chiara la necessità di altre strutture ospedaliere attrezzate. Lo ha dichiarato l’altro ieri Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Promozione della salute della Regione: “Le esigenze dei nostri corregionali rendono esplicita la richiesta di posti letto superiore a quelli attuali”. Il riferimento, in atto già da un bel po’, è agli arrivi di pazienti da altre parti della regione.