“Contagi e decessi inarrestabili” e la Regione chiede la zona rossa per Foggia e Bat. Morti due medici. Nel Leccese cento casi: i numeri di Miggiano, Racale, Andrano

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Gallipoli – Numero di decessi e curva dei contagi: l’indice R con T pesa tutto intero o quasi sulla Capitanata. Appare “progressivo e inarrestabile”, parole del presidente della Regione Michele emiliano, per cui occorre lasciare fuori il resto della Puglia dalla imminente zona rossa. La richiesta ufficiale al ministro della Salute Speranza, è partita.

Anche i dati di oggi sembrano confermare questa analisi. Dei 26 deceduti dieci si sono avuti in provincia di Foggia (tra le vittime due medici) ed uno nella Bat I nuovi contagiati sono 189 nella Bat e 154 nel Foggiano (ma anche 555 nel Barese) in un totale complessivo di 1.263 positivi su 9.386, pari al 13,4%.

Ventisei i deceduti

Sempre su base regionale si contano quattro ricoveri e due Terapie intensive. I guariti sono 349, gli isolati in casa 880. I casi attualmente positivi sono 28.500; 2.961 nel Leccese che anche oggi deve contare i suoi morti, due; quattro a Brindisi e sei a Taranto.

Il resoconto quotidiano nella provincia di Lecce non può che partire dal centinaio (cifra piuttosto stabile negli ultimi giorni) di nuove infezioni. In primo piano vi sono i casi in una Residenza sanitaria assistita di San Pietro in Lama, la terza dall’inizio della pandemia: sette operatori e cinque ospiti.

Il virus in corsia

Altre infezioni si sono propagate in Oculistica e Otorinolaringoiatria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce con cinque contagi da approfondire. Sempre nel campo medico, servizio 118, sono risultati positivi due operatori della Protezione civile Cir di Gallipoli (ne parliamo in altra parte del giornale).

A Montesano salentino si è messo in quarantena un assessore comunale al quale il sistema nazionale Immuni ha segnalato il contatto con un positivo (undici gli attivi in paese secondo il report di Asl Lecce). Nella vicina Miggiano (otto casi fino a venerdì scorso), il Sindaco Michele Sperti ha fatto una nota pubblica con cui traccia il quadro della situazione: due guariti, altrettanti completamente ristabiliti e in attesa del tampone finale; cinque asintomatici in isolamento fiduciario; un ricoverato.

Tamponi rapidi e medici: i problemi logistici

Antonio Salsetti di Racale, ha precisato i contorni locali dell’attacco epidemico: i casi sono 42 (dopo due decessi ed un ricoverato al Dea), con cinque persone in isolamento anche loro in attesa del tampone. Sono inoltre entrati in attività carabinieri e vigili urbani per mettere sotto controllo i luoghi più frequentati del paese, come annunciato in precedenza. Con un manifesto del Comune ad Andrano si è appreso di 12 casi e di quattro persone in isolamento in attesa del test col tampone.

In questa situazione salentina, in cui i prodromi della malattia maturano in famiglia (nel 38% dei casi totali) e senza grossi focolai, la macchina della continuità assistenziale stenta a partire con relativi controlli e monitoraggi. I medici di base, chiamati anche a sottoporre gli assistiti ial tampone rapido, denunciano carenze di spazi in cui operare.

“Occorre separare le richieste Covid dalle altre”

Questo studio associato non sarebbe più praticabile – spiega una dottoressa della zona del gallipolino perché non posso ricevere gli utenti normali e quelli col dubbio Covid nello stesso luogo. Abbiamo una stanza ancora vuota ma dobbiamo creare un percorso sicuro per prevenire eventuali contagi”.