Consiglio regionale e ricorsi al Tar: “Senso civico” supera la soglia ma viene escluso. Ernesto Abaterusso punta alla riammissione

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Ernesto Abaterusso

Gallipoli Il Consiglio regionale si è appena insediato ma c’è ancora lavoro per i giudizi amministrativi con i ricorsi presentati da alcuni esclusi “eccellenti”. Dopo il ricorso di Sergio Blasi del Pd, che contesta la ripartizione dei 15 seggi del Pd, quest’oggi è stato depositato anche quello di Ernesto Abaterusso, candidato per “Senso civico”, movimento che avendo superato la soglia di sbarramento ritiene di aver diritto ad un posto in Assise.

«Oggi, insieme a tutti i primi votati delle sei province pugliesi, ho presentato ricorso al Tar di Bari per chiedere l’annullamento della decisione della Corte d’Appello che ha portato alla non ammissione della lista “Senso civico-Un nuovo Ulivo per la Puglia” al riparto dei seggi. Un atto dovuto nei confronti dei tanti cittadini ed elettori che ci hanno votato e che, nonostante il superamento della soglia di sbarramento con il 4,16% assegnato dal Ministero dell’Interno, si sono visti privati della giusta rappresentanza in Consiglio regionale», spiega l’ex sindaco di Patù. Abaterusso si dice “fiducioso” circa l’esito, “certo che giustizia sarà fatta e che la volontà di circa 70mila persone che ci hanno votato troverà presto voce e cittadinanza nella massima Assise regionale».

Pagliaro capogruppo

Tra le minoranze, intanto, Paolo Pagliaro è stato nominato capogruppo di “La Puglia domani”, che in aula si presenta anche con Saverio Tammacco (Paolo Dell’Erba ha invece deciso di non aderire al gruppo). «L’8,4% ottenuto in poco più di 2 mesi – dichiarano Pagliaro e Tammacco – è un risultato importante, ottenuto grazie al contributo di tutti i 50 candidati che hanno creduto in un progetto di allargamento del centrodestra, valorizzando il civismo e le identità territoriali». Circa la scelta di Dell’Erba affermano: «Una scelta personale, che arriva proprio durante la prima seduta del Consiglio e quindi rispondente a logiche che sfuggono e di cui dovrà dar conto non a noi, ma al suo elettorato a cui, forse, non si è proposto con l’auspicata chiarezza».