Nardò – Le casse comunali sono in condizioni precarie ma rischiano di restare del tutto a secco se non si rimandano più in là – a gennaio 2018, cioè – tutti i possibili pagamenti in agenda. Questo il senso di una comunicazione interna a firma del dirigente del Servizio economico finanziario Gabriele Falco, chiamato dall’Amministrazione Mellone dal Comune di Francavilla a rinforzo della “squadra” già esistente. Il dottor Falco ha impartito indicazioni precise dal chiaro significato: non si paghino per ora fornitori di servizi (si pensi a quelli dei rifiuti) o fatture per lavori pubblici o per altri tipi di prestazioni.

Parola d’ordine: rinviare i pagamenti, far entrare soldi da concessioni e sanatorie. L’affanno momentaneo (mancano due mesi al nuovo anno e quindi al nuovo esercizio finanziario) è dovuto non solo a qualche spesa di troppo o imprevista ma soprattutto a incassi inferiori a quanto previsto in materia, per esempio, di recupero di evasione fiscale o di concessioni edilizie con relativo pagamento degli oneri di urbanizzazione: non è infatti un caso che lo stesso dirigente abbia “invitato” gli altri uffici a dare una mano nel completamento delle pratiche di nuove costruzioni e di sanatorie. Per le uscite invece si faccia di tutto per posticipare i mandati di pagamento e si rinvii persino l’accettazione di fatture che possono mettere in moto a breve movimenti di cassa; eventuali pagamenti non coperti da disponibilità saranno rispediti al mittente a firma del dottor Falco che nella nota, inoltrata col protocollo riservato agli atti interni e data fine ottobre, avrebbe scritto che l’attuale stallo sarebbe frutto della situazione finanziaria piuttosto precaria risalente alla precedente Amministrazione (Sindaco Marcello Risi).

“Spese legali, contenziosi, spettacoli ed ora eccoci qui”. La notizia ha comunque dato la stura ad una serie di valutazioni, per lo più fortemente critiche nei confronti della Giunta di Giuseppe Melone e della sua maggioranza.  C’è chi ricorda i pareri negativi apposti ai recenti documenti di programmazione finanziaria dai revisori dei conti, con conseguente duro scontro tra amministratori e professionisti  e il coinvolgimento del prefetto di Lecce. Giancarlo Marinaci, consigliere comunale già di maggioranza ed ora all’opposizione e vicepresidente del Consiglio comunale, scrive fra l’altro: “La situazione ha dell’incredibile e mette a nudo una gestione delle risorse tutt’altro che oculata. Le esorbitanti spese legali collegate agli innumerevoli contenziosi, gli stanziamenti cospicui destinati ad eventi e spettacoli che spesso non lasciano traccia, gli innumerevoli affidamenti diretti hanno finito per impoverire le casse comunali. Non ultimo il costosissimo abbattimento in toto e, per certi versi, condito da una irragionevole urgenza dell’ex Palazzo di città”.

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“Si può non accettare le fatture? Lo dica la Corte dei conti”. Per Marinaci “il rischio oggi è quello di tagliare servizi indispensabili o addirittura, come nel caso della farmacia comunale, di dover vendere un servizio di chiara utilità cittadina solo per far cassa”. Quest’ultimo riferimento lo si ritrova in altro commenti come quello di Rino Dell’Anna di ieri e del consigliere pd Lorenzo Siciliano. Il quale oggi rincara la dose: “Il superdirigente voluto da Mellone invita l’apparato amministrativo del Comune – riporto testualmente – alla ‘non accettazione delle fatture se riferite a lavori pubblici, smaltimento rifiuti, raccolta rifiuti ecc, perché la sola accettazione implica la possibilità di chiedere la certificazione’. Ovviamente stiamo provvedendo ad informare di questa opaca vicenda la Procura della Corte dei conti e la Procura della Repubblica, alle quali i signori di Palazzo forniranno spiegazioni delle loro azioni”.

“Avevano annunciato risparmi, invece…”.  Aspetti di dubbia legalità sollevano anche i consiglieri comunali Carlo Falangone e Roberto My e Alessandra Boccardo e Rino Giuri di Articolo 1 – Mdp: “Non c’è limite all’indecenza! Il dirigente Gabriele Falco, preposto da Mellone ai più importanti settori dell’attività comunale, ha avanzato richiesta a suoi colleghi dirigenti comunali, affinché non accettino fatture relative a opere e servizi già forniti al Comune nel 2017. Ci chiediamo: come potrebbero attenersi i dirigenti a queste disposizioni? Rispedirebbero le fatture ai fornitori o farebbero finta di non averle viste? Entrambi i comportamenti non presenterebbero aspetti di illegalità?”. Nell’annunciare la richiesta di convocazione urgente della commissione consiliare Bilancio e Patrimonio, si respinge poi la “valutazione politica” fatta dal dirigente: “La precedente Amministrazione aveva risanato economicamente e contabilmente il Comune ed aveva evitato con sacrifici il dissesto, che a tutti appariva inevitabile alla fine della gestione commissariale (maggio 2011). Mellone e i suoi hanno operato un ingente spreco di risorse, anche in quei settori di spesa per i quali essi avevano annunciato, con manifesti giganti, grandiosi risparmi. Invece ecco maggiori canoni, manifestazioni costose, incarichi a professionisti esterni, ecc. ecc.”.

“Vendono una farmacia che produce utili. Dopo aver svuotato le casse”. Chiamato in causa indirettamente e dai giornalisti per una replica, Risi giudica la condizione attuale del Comune “molto simile a quella dell’anno 2010, che costrinse la mia Amministrazione comunale, eletta nel giugno 2011, ad iniziative di portata straordinaria per salvare la città di Nardò dal dissesto. E’ incredibile: sono bastati pochi mesi a Mellone per svuotare le casse del Comune con spese di chiara natura clientelare, sprechi per concerti e feste di piazza e assunzioni di personale che fin qui non ha dato grandi risultati a fronte dei costi mensili a carico del Comune”. Poi l’ex primo cittadino si sofferma sull’annunciata vendita della quota comunale della farmacia comunale: “E’ una scelleratezza che si ritorcerà contro di loro. La farmacia comunale fu costituita nel 2009 con un investimento del Comune di appena 25.500 euro.
Oggi la metà pubblica vale 800mila euro; vuol dire che in appena otto anni il suo valore è cresciuto di 32 volte: altro che ‘postificio’, come blatera l’attuale Sindaco. Si è trattato di un investimento senza precedenti, con creazione di posti di lavoro e introduzione di nuovi servizi. Il presidente dei revisori della farmacia comunale, il dott. Salvatore Pellegrino, mi riferisce che il fatturato dell’ultimo esercizio è di 700mila euro. Svenderla per pagare i concerti di agosto o gli stipendi degli amici del sindaco assunti senza concorso mi sembra un atto del tutto inaccettabile”.

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