Cinque positivi ogni cento tamponi sul Coronavirus: la media resta lì. Ma s’affaccia una tendenza: i numeri del 29 marzo e di oggi

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Lecce – In quattro giorni i posti in Terapia intensiva sono calati di 64 unità; i ricoverati in ospedale di quattro mentre i guariti sono saliti di 13 nuovi casi arrivi e gli isolati in casa di 76. Il bollettino epidemiologico odierno della Regione presenta questo panorama in cui le luci si scontrano però ancora con le ombre dei defunti (altri sei).

I test alle 14,30 di oggi si sono fermati a 1.595 con soggetti risultati positivi a 82. La percentuale torna a scendere di un punto, fermandosi a 5,1, quota piuttosto costante di questi ultimi tempi.

Alcuni dei sei nuovi positivi sarebbero di Galatone, Alliste, Racale e Soleto, l’epicentro della Residenza sanitaria assistita che fa registrare anche i due decessi di ieri di Castrignano Greci e Galatina. Il conto definitivo si ferma a 12 morti, anche se l’Asl invita alla cautela: quali siano state le cause predominanti dei decessi è ancora materia di analisi. Nel rapporto ufficiale comunque si citano due morti nel Leccese.

Per vedere qualche linea di tendenza – ha consigliato in sostanza il professore Pierluigi Lopalco durante una recente intervista – non guardate oggi e ieri, prendete in esame un periodo più lungo, di dieci giorni magari”:  cogliendo il suggerimento del coordinatore del comitato regionale contro le epidemie, ecco un raffronto tra i dati odierni – 9 aprile – e quelli del 29 marzo scorso basata sulle “voci” principali.

A fine marzo i positivi confermati erano 1.549, a fronte dei 2.716 attuali. Le persone in isolamento domestico sono passate da 464 a 1.585; i ricoverati da 658 che erano sono adesso 630. I guariti il 29 marzo erano 27, oggi sono 190. I degenti in Terapia intensiva erano 99, oggi sono 86.

Infine il capitolo più doloroso, i deceduti: il 29 marzo se ne contavano 86, il 9 aprile 225, passando per un 129 l’1 aprile.

Se questi dati fanno dire prudenzialmente agli esperti che la situazione è sotto controllo, altrettanto non si può dire dei potenziali focolai rappresentati paradossalmente da alcuni ospedali, che adesso hanno realizzato “percorsi puliti” per operatori sanitari e pazienti, e delle Residenze per anziani, che in un caso almeno (ma ce ne sono altri fuori provinciale) si sono trovati in gravissime difficoltà con conseguenze drammatiche ed anche tragiche.

Si è calcolato che a livello nazionale i deceduti per Coronavirus residenti in Rsa e cliniche di riposo sono stati il 50% del totale. Di oggi i 25 positivi tra gli ospiti e gli operatori di una Casa di cura di Bari.