Chi è a favore e chi ha dubbi

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Racale. Cosa pensano della nascita del “Cannabis social club” le agenzie educative del paese? Queste le opinioni in merito del dirigente scolastico dell’istituto comprensivo e del parroco della chiesa madre di Racale.

La professoressa Giovanna Anna Gambardella, alla guida dell’istituto comprensivo del paese, ha espresso apprezzamento per l’idea, soprattutto perché rivolta alla tutela degli ammalati. «La scuola – ha detto – è interessata a sensibilizzare le nuove generazioni sul rispetto delle regole e sull’educazione alla salute. Per questo abbiamo intenzione di organizzare dei convegni sul tema».

Pur apprezzando l’iniziativa dal punto di vista terapeutico, esprime qualche timore, invece, il parroco di “San Giorgio”, don Salvatore Tundo. «La preoccupazione – afferma – è che rendendo la cannabis disponibile per scopi terapeutici, non ci sia poi adeguata vigilanza affinché non sia utilizzata per altre finalità». Per don Salvatore la comunità deve assumersi la responsabilità di vigilare affinché la sostanza sia usata solo a fini terapeutici. «Credo – sottolinea ancora – che prima di agire si dovrebbe modificare la legge a riguardo. Dal punto di vista educativo, come si fa a spiegare ai ragazzi quando è giusto forzare una legge e quando non lo è?». E tornando a parlare dei compiti della società, ma a livello generale, chiude: «Speriamo che la comunità abbia la forza di caricarsi della giusta responsabilità. Guardando il modo in cui vigila negli altri campi, purtroppo non sembra che ci riesca molto bene».

PT