Che festa sia, ma i costi che problema

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Corso Roma a Gallipoli addobbato per Santa Cristina a Gallipoli

«Per una festa patronale che si rispetti non si può pensare di spendere meno di 60mila euro». A parlare è il presidente di un comitato organizzatore di un centro del Basso Salento.  Negli ultimi anni, tra luminarie, bande musicali, fuochi d’artificio e attrazioni varie, allestire una festa patronale è impresa sempre più difficile: i costi crescono e le risorse scarseggiano mentre le aspettative di concittadini, devoti e turisti crescono.

«I comitati per le feste patronali hanno, di solito, la durata di un solo anno, ovvero decadono appena finisce la festa per essere poi rinnovati: in alcuni casi, però, ci si organizza con le Onlus per dare continuità al lavoro fatto», afferma ancora chi di feste in piazza ne capisce.

La spesa maggiore da mettere in conto è quella delle luminarie, vero motivo di attrazione per molte feste: si spende dai 18 ai 20 mila euro, “ma si può arrivare anche a 40-50mila o, se ci si accontenta, scendere a 10mila”.

Tra le novità degli ultimi anni gli addobbi a Led che permettono particolari giochi di luce e colori ed un risparmio (sempre importante) nei consumi. Ad alimentare le luminarie servono, infatti, i gruppi elettrogeni che si noleggiano ad almeno 7mila euro (da 800 Kw) mentre con i Led (che richiedono appena 200 Kw di consumo) la spesa scende dedisamente.

Altra spesa è quella per lo spettacolo pirotecnico: si va dai 4-5 mila euro per ogni fuoco d’artificio sparato (sono almeno due o tre per ogni festa) per crescere senza un limite: tutto dipende dall’effetto che si vuole ottenere e da quanto si vuole stupire: anche quì, però, si può risparmiare con le “composizioni” garantendo, comunque, uno spettacolo valido.

Non c’è festa senza banda e, dunque, per gli amanti della musica classica o sinfonica, altri 4mila euro (per un concerto di livello) considerando che per gli alloggi si rimedia, di solito, in scuole o palestre.

«A queste spese fisse – continua l’“informatore” – occorre aggiungere i costi accessori come la Siae ed il noleggio dei palchi e del service per altri 3-4 mila euro di media: anche qui tutto dipende dagli eventi in programma e dalla loro importanza.

La conclusione di ogni festa è affidata, di solito, all’attrazione musicale: si va dai gruppi “precotti” (con un passato di notorietà magari sfiorito) che si concedono per 10mila euro sino ai “big” del momento che hanno ingaggi non inferiori ai 18-20mila euro per un concerto. «Si spende in base al nome che si vuol portare in piazza: basti pensare che un giovane emergente, magari appena uscito da un talent televisivo, e dunque con un repertorio limitato, pretende non meno di 10mila euro per un’oretta di concerto», conclude il presidente.