Centro trasfusionale di Gallipoli ancora chiuso: la Fidas denuncia l’Asl. Anche per “danno erariale”

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Ospedale di Gallipoli

Gallipoli – Esposto alla Procura della Repubblica di Lecce ed alla Corte dei conti di bari: firmato Fidas della provincia di Lecce. La chiamata in causa della magistratura penale e di quella contabile è stata decisa dall’associazione dei donatori di sangue più diffusa in provincia.

Le denunce saranno firmate dal presidente Emanuele Gatto di Galatone e riguardano il caso del Servizio trasfusionale gallipolino bloccato nel giugno 2018 per lavori urgenti che sarebbero dovuti durare massimo novanta giorni. Ancora oggi invece, nonostante che nei locali interessati siano finiti o quasi gli interventi, il Centro è out per una banale mancanza: non sono stati previsti nel progetto i soldi per le pulizie straordinarie finali.

Lavori finiti, mancano le pulizie…

L'”imprevisto” lo avevano rilevato pochi giorni fa gli animatori del’associazione Pro ospedale col presidente Giacinto Scigliuzzo, con una lettera pubblica al direttore generale dell’Asl Lecce, Rodolfo Rollo. L’associazione gallipolina aveva dato seguito alle critiche del presidente dell’Ordine dei medici di Lecce, Donato De Giorgi, su piazzasalento.it.

La Fidas rivendica di aver indicato le criticità già dall’agosto 2018 “per una chiusura unilaterale di quello che sino a pochi anni fa era il fiore all’occhiello della intera rete trasfusionale regionale per l’attività di plasmaforesi”. “Tutto ciò sta comportando un grave danno  anche in termini economici per tutta l’Asl di Lecce”, si aggiunge.

I costi per l’Asl

Ci sarebbe in questa vicenda anche un presunto danno erariale. “Essendo stata azzerata la raccolta di plasma da inviare all’industria per la produzione dei farmaci plasmaderivati – affermano dalla Fidas – la nostra Asl deve affrontare un esborso economico importante per l’acquisto di detti farmaci i quali, invece, prima venivano messi a disposizione “in conto lavorazione”, ovvero gratuitamente”. Da qui l’esposto anche alla Corte dei conti.

“E’ un modo di fare che non ci appartiene e che condanniamo fermamente – afferma il presidente provinciale Gatto (foto) – c’è bisogno di chiarezza da parte della Asl Lecce su quelle che sono le reali motivazioni che hanno portato al default del sistema trasfusionale”.

Grave carenza di sangue

Le ripercussioni sui donatori “Con la conseguenza che le Associazioni di donatori sono chiamate oggi a fronteggiare, tra mille difficoltà strutturali, la grave carenza di sangue che ha messo in ginocchio l’intero sistema trasfusionale salentino. Per questo nei prossimi giorni  – conclude il responsabile della Fidas Lecce – presenteremo uno specifico e dettagliato esposto tanto alla Procura della Repubblica quanto alla Corte dei Conti perché è giusto che i responsabili paghino per scelte scriteriate dettate da logiche politiche lontane dalla realtà quotidiana con la quale solo noi donatori ci confrontiamo”.