Caso Ivan Ciullo, i genitori chiedono la riapertura delle indagini: “Fu omicidio”

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Acquarica del Capo – Non si arrendono i genitori di Ivan Ciullo e ad un mese dall’archiviazione delle indagini sulla morte del figlio tornano a chiedere la riapertura delle indagini sul caso. Rita Bortone e Sergio Martella portarono la loro richiesta di giustizia, lo scorso primo ottobre, davanti alle telecamere del programma di Rai 2 “I Fatti vostri”. All’ipotesi che qualcuno abbia istigato al suicidio il 34enne Ivan Ciullo (noto come dj Navi”) loro non credono e oggi sono stati i loro legali a presentare in Procura una nuova istanza di riapertura del caso.

“Si indaghi per omicidio” «Non si indaghi per suicidio ma per omicidio»: questa la richiesta formulata sulla scorta di una nuova perizia predisposta da una criminologa salentina. Sul luogo del ritrovamento sarebbe stata trovata anche un’impronta diversa da quelle appartenenti a Ivan. Il giovane dj e cantautore di Acquarica del Capo venne trovato cadavere nella campagne il paese e Taurisano il  22 giugno del 2015. La signora Rita ed il marito Sergio (padre putativo di Ivan dall’età di sette anni) hanno sempre evidenziato “errori investigativi ed omissioni” parlando chiaramente di un omicidio da strangolamento mascherato da suicidio. Molti i particolari che porterebbero a tale conclusione (finora confutati, però, dalla Procura) ad iniziare dal fatto che il corpo venne trovato appeso ma con le “gambe genuflesse”.  Altre “incongruenze” quelle della lettera scritta a macchina “mai analizzata”), della mancata indagine sulle celle telefoniche e su vestiti di quella notte (“subito bruciati  senza un perchè”). In diretta televisiva ai “Fatti vostri” fu il padre Sergio a chiedere di indagare su alcune amicizie di Ivan ed in particolare sulla relazione con un 65enne “ non residente nel nostro paese”.