Case vacanza e truffe (in rete) da evitare: ecco i consigli della Polizia postale

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Truffe on line

Gallipoli – Otto regole per programmare e vivere una vacanza in sicurezza: sono quelle proposte dalla Polizia postale e delle comunicazioni che insieme a Unione nazionale consumatori e il sito “Subito.it” (tra le principali piattaforme per vendere e comprare in rete) ha elaborato un decalogo per non avere sorprese.

La ricerca su Internet resta di gran lunga il primo passo per organizzare la vacanza e proprio per questo dalla Polizia postale arrivano le otto “regole d’oro” per evitare le truffe sempre dietro l’angolo, “complice anche la ricerca di offerte a bassissimo costo”.

Voglia di vacanza e di “sicurezza”

Quest’anno un’attenzione particolare viene rivolta alla necessità di conciliare la voglia di vacanza (più forte del solito dopo il periodo di quarantena) e la necessità di organizzare un’estate “sicura” anche dal punto di vista della salute. L’invito principale resta sempre quello di agire “in sicurezza” anche sul web, fin dal momento della ricerca e prenotazione sino alla fase dei pagamenti per contrastare in tempo utile eventuali truffe.

Si parte dal verificare la “reale corrispondenza” tra immagini e case, cercando su altri siti le foto pubblicizzate nell’annuncio per evitare che si tratti di scatti di repertorio non corrispondenti al vero. Altra cosa da fare quella di capire se l’immobile e la zona corrispondano alla descrizione fatta nell’annuncio, cercando la strada indicata sulle mappe disponibili nel web. Per avere la sicurezza di non incappare nella classica “fregatura” sarebbe anche il caso di contattare direttamente l’inserzionista tramite la chat della piattaforma, chiedere informazioni e foto aggiuntive sull’immobile e approfondire con una chiacchierata chiedendo il numero di telefono, possibilmente fisso.

Per capire se un prezzo è più o meno adeguato è, inoltre, opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, utilizzando anche un motore di ricerca e controllando se il prezzo è effettivamente in linea con la località e la struttura della casa. Per verificare che tutto sia regolare è fondamentale incontrare l’inserzionista per una visita della casa e per consegnare l’importo dovuto di persona. La richiesta di una caparra è legittima, fa sapere la Polizia postale, “purché non superiore al 20% del totale”.

Altro consiglio è quello di non inviare documenti personali: “carta d’identità, patente o passaporto non devono mai essere condivisi in quanto potrebbero essere utilizzati per fini poco leciti”.

I pagamenti, poi, vanno effettuati “solo su Iban o tramite metodi di pagamento tracciato, l’Iban bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti come “Iban calculator”.