Casarano – È proprio vero: il tempo non passa mai invano. Soprattutto quando, come nel caso dei 22 anni di storia dell’associazione Centro Storico, è scandito da innumerevoli  iniziative sociali, culturali e umanitarie che hanno lasciato un segno profondissimo nella vita della città e non solo. Ora, però, il Centro Storico dovrà abbandonare la sede di via Bonifacio XI che necessita di urgenti interventi di consolidamento e recupero. Risolto un contenzioso tra parrocchia matrice e Comune, i locali saranno presto interessati dai lavori, assieme al resto dello storico palazzo De Judicibus. Conclusi i lavori, il Comune riconsegnerà i locali alla parrocchia, che deciderà del loro utilizzo. Da qui l’appello lanciato dai volontari per  trovare una sistemazione.

Il fondatore Scarangella «Ricordo – dice Antonio Scarangella, fondatore dell’associazione – che il Centro Storico, fin dall’ottobre 1996, data della sua fondazione, si è sempre distinto in opere sociali, umanitarie e culturali.  L’associazione ha sempre aiutato chi aveva bisogno. Adesso è giunto il momento di ricambiare: aiutiamo i ragazzi del Centro a trovare casa». Tra le tante iniziative, la Tenda della Solidarietà e lu Santu Lazzaru per raccogliere vestiario e viveri da destinare ai più bisognosi, il dispensario, l’acquisto e la distribuzione di materiale scolastico alle famiglie disagiate, le attività di integrazione rivolte ai giovani a rischio di devianza, i concerti e le iniziative di coesione sociale all’interno dei penitenziari, delle scuole, degli ospedali e dei centri per anziani.

L’appello e i ricordi di Ungherese «La nostra opera – spiega il presidente Emanuele Ungherese – è stata sempre dettata dall’amore per la nostra città. Tante volte non voluti dalle istituzioni perché non politici, tante volte criticati dalla chiesa perché “convertiti” dopo una vita vissuta per strada, abbiamo sempre cercato l’accordo con tutti, certi che ogni piccola goccia versata sarebbe stata utile al progetto. Quattro mura non fanno l’anima di noi operatori di strada, che abbiamo amato più la nostra Tenda della Solidarietà che la nostra sede. Però è normale soffrire umanamente, perché tra quelle quattro mura lasciamo i murales di Antonio Scarangella, i sorrisi e i dolori di tutti i ragazzi che ci hanno supportato, il ricordo del nostro compianto compare Emiliano Semola, i calcoli di Gianni Pascali per riuscire a pagare bolli e assicurazioni, lasciamo tutti i nostri Santu Lazzaru, trasferte, dispensari, memorial e  infinite emozioni. Ringraziamo quanti ci hanno sostenuto e tutto il popolo casaranese che in questi 22 anni ci è stato sempre vicino. Ringraziamo innanzi tutto Dio per il dono della vita. Continueremo a svolgere il nostro servizio, per quanto ci sarà possibile».

Pubblicità

Commenta la notizia!