Nardò – Il mondo del calcio, e Nardò in particolare, ricordano con commozione Mimmo Renna, scomparso quest’oggi ad 81 anni per un’emorragia cerebrale. Leccese di nascita e nel cuore dei tifosi giallorossi, per il biennio dal ’57 al ’59 da calciatore e per la promozione in B da allenatore, dopo 27 anni, del 1975/76, con il record di imbattibilità casalinga e lo sbarco sfiorato nella massima serie l’anno successivo. In Serie A vestì anche, tra le altre, la maglia del Bologna vincendo lo scudetto nel 1964, guadagnandosi il soprannome di “Garrincha dei poveri”, grazie alle sue scorribande offensive che lo resero un attaccante dotato di estro e lodevole tecnica individuale. Allenò pure il Lecce e l’Ascoli, squadre che questa sera si sfideranno al “Via del Mare” con il lutto al braccio.

I ricordi di Nardò Mimmo Renna è stato molto amato anche a Nardò, dove visse la sua primissima esperienza da tecnico, nel 1973/74, annata nella quale il capitano era proprio Sergino Orlando, un’altra recente e triste perdita per la città neretina. Guidò nuovamente il Toro più di vent’anni dopo, nel campionato Dilettanti del 1995/96. Anche il figlio di Mimmo, Luca, è molto legato al granata, avendo vissuto esperienze a Nardò sia come calciatore che, proprio come il padre, nelle vesti di allenatore.

 

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