Bonus spesa, partenza boom a Presicce-Acquarica: “Troppe le richieste sospette”

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Presicce-Acquarica – Sono oltre 150 le richieste per il bonus spesa inviate all’ufficio dei Servizi sociali del Comune, nel primo giorno disponibile per inoltrare la domanda. E continuano ad arrivare. Un numero più alto del previsto, che sta complicando il lavoro dell’ufficio e ritardando l’erogazione dei bonus verso le famiglie che ne hanno realmente bisogno.

In tanti si recano direttamente presso gli uffici comunali, anche per avere informazioni su come accedere alla misura di sostegno. Di certo alle 60 famiglie che generalmente fruiscono dei vari servizi di assistenza, se ne sono aggiunte molte altre.

Numeri “sospetti”

Qualcosa, però, non torna, perché per farne richiesta, così come esplicitato nella domanda da inoltrare, bisogna rispettare precisi criteri, tra i quali quello del reddito che a marzo scorso non deve essere stato superiore a 500 euro. Gli uffici preposti non solo operano ferrei controlli su ogni domanda, al fine di verificarne la correttezza e individuare le priorità, ma per evitare che i bonus distribuiti possano essere duplicati si sta pure provvedendo a farli stampare su carta filigranata anticontraffazione.

Il boom delle richieste è anche favorito da quanti, facendo leva sul bisogno delle persone, in questi giorni stanno facendo veicolare le domande da compilare  su whatsapp correlate da messaggi del tipo “Ti aiuto io”, fin troppo sospetti in un paese dove (si spera a breve) si dovrà pur tornare a votare. In molti ricevendo tali messaggi storcono il naso: “I diritti diventano favori, e purtroppo non è l’unica speculazione a cui si sta assistendo in questo periodo”.

La richiesta per il “fondo di solidarietà”

Dopo la lettera del novembre scorso (caduta nel vuoto) con la quale varie sigle politiche e comitati chiedevano al commissario prefettizio Claudio Sergi di attenersi al “corretto svolgimento delle prassi amministrative”, mettendo all’indice “forniture, consulenze, incarichi professionali a parenti e amici di ex amministratori e dirigenti comunali”, ora gli stessi firmatari si sono ritrovati, assieme ai rappresentanti dei nuovi gruppi nati nel frattempo, per avanzare le proprie proposte nell’ambito dell’emergenza e per chiedere “la costituzione di un fondo di solidarietà con risorse di bilancio in avanzo da destinare ai nuclei familiari in difficoltà”.

Non avendo il paese un Sindaco ed una Giunta, ovvero una vera e propria amministrazione, risulta tuttavia piuttosto complicato pensare ad eventuali variazioni di bilancio. Comunque, se prima qualcuno accusava il Commissario di essere “distante e distaccato” dalle reali problematiche del paese, ora sui social c’è una sorta di gara a chi più (millanta) di poterlo contattare direttamente.

Le donazioni

È stato, inoltre, attivato il conto corrente per raccogliere le donazioni (IBAN – IT 40 Q 01030 79400 000004480965; BIC – PASCITM1L99; intestazione: Comune di Presicce-Acquarica. Donazione emergenza Covid – 19); l’Asl di Lecce ha messo a disposizione degli psicologi per il supporto emotivo (sul sito del Comune i nomi dei professionisti con le disponibilità e i numeri per contattarli).

Su richiesta della dirigente Rosaria De Marini, inoltre, gli uffici comunali stanno collaborando per garantire la possibilità di connettersi alla rete Internet da parte degli studenti dell’Istituto comprensivo per favorire la didattica a distanza. Per questo la scuola ha pure messo a disposizione alcuni tablet per permettere agli alunni sprovvisti adeguata strumentazione informatica di poter seguire le lezioni a distanza.

I tamponi in Comune e le polemiche “scientifiche”

E sempre sui social, nelle ultime ore, si sta assistendo ad una disquisizione scientifica sull’efficacia degli screening. La scintilla parte dalla proposta di un ex amministratore che nei giorni scorsi ha inviato la richiesta al Commissario di poter effettuare a tutto il personale un test per individuare l’eventuale presenza di Covid 19. E da qui le polemiche sulla richiesta, sui firmatari, e sull’effettiva utilità. Non essendo, nessuno degli intervenuti, uno scienziato in grado di potersi esprimere con cognizione di causa, ognuno cerca in rete dichiarazioni e studi che possano perorare la propria causa.

In tutto questo caos potrebbe, almeno, risolversi una diatriba, quella sulla scelta del santo patrono: tra Sant’Andrea e San Carlo potrebbe, in questo particolare momento storico, palesarsi un nuovo Santo che liberi il paese dal Coronavirus, “ma anche dai venditori di fumo e dagli speculatori”, come in molti sperano.