“Biblioteca dei Carmelitani da salvare”: a Nardò petizioni e appelli a Sindaco e Regione

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Nardò – Continuano gli interventi, gli appelli e le mobilitazioni per scongiurare la prevista chiusura della biblioteca dei Carmelitani a NardòUna petizione viene da un gruppo spontaneo di fruitori del Centro servizi cultura e bibliotecari che, allarmati per la sua imminente chiusura, hanno avviato una raccolta firme da inoltrare al sindaco Giuseppe Mellone, al quale si chiede di firmare la convenzione con la Regione per mantenere operativo il servizio.
In appena 24 ore sono state raccolte oltre 1500 firme: “Un numero che cresce di ora in ora”, fanno sapere i promotori (la petizione può essere firmata sulla piattaforma change.org con il titolo “Salviamo il Centro Servizi Culturali e Bibliotecari di Nardò”). Si ricorda come la struttura sia nata negli anni ’60 e “continua da allora a offrire alla città un Centro di servizi culturali e bibliotecari dove chiunque può avere accesso alla cultura, gratuitamente”. In tanti offrono anche la propria testimonianza sui social (l’hashtag è #salviamoilcrsec), tra utenti e fruitori del centro, ma anche scrittori, artisti, giornalisti, politici: a Mellone si chiede di firmare la convenzione che dal 5 giugno scorso giace sulla sua scrivania “dopo essere stata approvata all’unanimità dalla sua stessa Giunta”.

“Laboratori e creatività”

«Un luogo non replicabile, a servizio della cittadina e dei paesi limitrofi, con utenti che ogni giorno vi si recano per trovare materiale per ricerche, prendere libri in prestito, usufruire delle aule studio, partecipare alla presentazione di libri, accedere a una delle più fornite e varie sezioni per bambini e ragazzi che, entusiasti, partecipano ai laboratori di lettura e creatività», si legge nella nota dei firmatari.
Non avendo ricevute risposte, lo scorso 3 dicembre la Regione ha invitato i dipendenti del Crsec a chiudere il servizio agli utenti per procedere all’inventario per il trasferimento in altre sedi. A spiegare le strategie dell’Amministrazione comunale è stato l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto, che ha parlato di un ” polo bibliotecario moderno” ricordando i progetti in atto, “senza però entrare nel merito del motivo per cui una biblioteca e un centro vivaci e frequentati debbano chiudere senza possibilità di ripensamenti, per lasciare il posto a un non ben definito spazio di promozione per turisti”.

“Diritti a Sud”

Sulla vicenda interviene anche l’associazione neretina “Diritti a Sud” (presidente Rosa Vaglio; vicepresidente Angelo Cleopazzo) con un album di fotografie “scattate cinque anni fa e che testimoniano una tra le primissime delle nostre attività, quella della prima scuola di Italiano per stranieri totalmente gratuita aperta a Nardò”.
«All’epoca ci eravamo costituiti da poco come associazione formale, non avevamo né una sede né fondi, né libri né altro. Cercavamo un luogo bello, confortevole ed accogliente per poter dare il via ai corsi e far sentire gli studenti e le studentesse che avremmo accolto a proprio agio. Questo posto – fanno sapere da “Diritti a Sud” lo trovammo nel Crsec, la biblioteca regionale che da tanti anni ha sede nel bellissimo Chiostro dei Carmelitani, nel centro storico di Nardò, gestita da persone competenti, professionali, gentili e disponibili, che ci accolsero subito con molta cordialità, come Mauro, Girolamo ed Alessandra». Nell’invocare il “rispetto” del lavoro e della passione di chi nel Centro ha speso il proprio impegno, l’associazione spiega: «La “Community library” non la vuole nessuno se viene chiusa una biblioteca che in tutti questi anni ha saputo davvero creare comunità».
L’appello alla Regione
Da ciò l’invito a Mellone ad apporre la firma sulla convenzione ed al presidente della Regione Michele Emiliano, all’assessore alla Cultura Massimo Bray ed a Loredana Capone e Cristian Casili, rispettivamente presidente e vice del Consiglio regionale, “ad intervenire pubblicamente sulla vicenda e a sostenere la protesta spontanea, popolare e nata dal basso, dei cittadini e delle cittadine di Nardò per fare in modo che la biblioteca che tutti e tutte amiamo riapra, esattamente com’era e con il personale che c’era!”.
Sempre a tema giunge l’appello del sindacato degli universitari Studenti indipendenti Udu Lecce, “da sempre in lotta per spazi adibiti allo studio e alla libera diffusione della cultura in ogni sua forma”. «Chiudere in maniera definitiva il Crsec, come intende fare l’attuale sindaco di Nardò, significa calpestare i ricordi e cancellare anni di storia e cultura del paese», spiegano gli universitari.