Barbarano del Capo, nel borgo brilla il presepe vivente “di comunità”

6634

Barbarano (Morciano) – Dopo l’inaspettato successo del 26 dicembre, ritorna il 1 e il 6 gennaio dalle ore 17.30 alle ore 21 il presepe vivente di Barbarano del Capo, realizzato dall’intera comunità barbaranese su impulso del giovane parroco don Biagio Orlando. Una rappresentazione artistica itinerante animerà le strade e le case del suggestivo borgo antico a partire da piazza San Lorenzo. «Ho sempre avuto la passione per il presepe – afferma don Biagio, che da pochi mesi si è insediato nella parrocchia di Barbarano del Capo – e volevo condividerla con i miei parrocchiani coinvolgendo attivamente bambini, giovani e meno giovani in un progetto sociale e spirituale volto all’integrazione e alla reale condivisione delle idee e del lavoro». L‘entusiasmo che anima la piccola comunità sembra essere contagioso: «La gente del paese si è dimostrata molto disponibile nel concederci le case – continua – e i ragazzi hanno lavorato molto per sistemarle ed adeguarle alla nostra idea. Volevamo un presepe “povero” che esprimesse, nella sua semplicità essenziale, l’incontro di una comunità che si stringe intorno all’umile mangiatoia di Gesù».

La Natività è stata collocata in un piccolo frantoio ipogeo ai piedi della maestosa Torre Capece, simbolo del potere temporale e dimora di Erode. Intorno le antiche botteghe di artigiani, che svolgono il loro vero mestiere: chi lavora il legno, chi confeziona saponi, chi intesse cesti antichi; le donne ricamano, lavorano al telaio, preparano orecchiette e pittule, mentre ragazze e ragazzi accendono la scena con balli ed esibizioni artistiche.

Commentando il risultato don Biagio dice: «Sono stati due mesi molto intensi e tutto quello che abbiamo fatto è stato possibile solo grazie all’entusiasmo e alla determinazione di tutti i barbaranesi. Ci sono stati molti visitatori e speriamo di essere riusciti a trasmettere il messaggio che ha animato questo progetto cioè l’idea che insieme si può. Prendendo in prestito le prole di Papa Francesco – conclude il parroco – potrei dire che siamo chiamati ad offrire un modello concreto di comunità».

Pubblicità

LP

Pubblicità