Aziende a corto di liquidità nel mirino di racket e usura. In Prefettura incontro per programmare il post emergenza: “Denunciate ogni episodio”

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Lecce – Aziende a corto di liquidità nel mirino della malavita: il timore che l’attuale situazione di difficoltà economica provocata dall’emergenza sanitaria possa favorire fenomeni quali il racket e l’usura ha portato quest’oggi il prefetto di Lecce Maria Teresa Cucinotta a convocare un tavolo con gli attori dei settori coinvolti.

Nel corso della riunione è stato evidenziato come la carenza di liquidità delle imprese, rimaste chiuse nel periodo di lockdown e che tuttora si trovano ad affrontare i costi legati all’adeguamento della propria azienda alle misure anti contagio, “può rappresentare una preziosa occasione per le locali organizzazioni criminali per affermare e consolidare il proprio consenso sul territorio anche attraverso prestiti di natura usuraria o richieste estorsive”.

“Fronte comune” contro l’illegalità

Al tavolo hanno preso parte i rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine,  delle organizzazioni sindacali, l’Associazione bancaria italiana, Confidi, associazioni e fondazioni antiracket e antiusura: tutti si sono dichiarati pronti a svolgere il ruolo di “sentinelle della legalità”, intercettando e segnalando eventuali situazioni di cui dovessero essere a conoscenza.

La necessità è quella di “fare fronte comune” per garantire ad imprese e famiglie, “l’ascolto, il confronto e l’assistenza necessaria anche in relazione all’interpretazione ed alla corretta applicazione delle cogenti  disposizioni emergenziali anti Covid”.

Da favorire credito legale e denunce

Al fine di favorire l’accesso al credito legale, “quale strumento indispensabile per prevenire e arginare il ricorso all’usura”, sono stati richiamati gli impegni assunti dalle banche in prefettura nel novembre 2017 con il Protocollo di intesa per la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni dell’usura e delle estorsioni nella provincia di Lecce”.

È stata infine sottolineata l’importanza dell’attività di sostegno e di accompagnamento alla denuncia da parte delle associazioni e fondazioni antiracket nei confronti delle vittime di usura ed estorsione, ”affinché le stesse non si trovino in una condizione di isolamento e ricevano il supporto economico  prescritto dalla normativa statale vigente”.