Area interna Sud Salento Capo di Leuca: vicina la firma dell’Accordo col Dipartimento Coesione. Disponibili 7 milioni per mobilità ,turismo ed altro

999
Leuca

Tiggiano – A metà della prossima settimana (probabilmente il 12 ma non è ancora ufficiale) 16 Sindaci si alterneranno davanti alla scrivania del segretario comunale di Tiggiano per firmare la convenzione appena approvata dai loro Consigli comunali.

E’ la firma che apre la strada ad un’altra firma, questa volta a Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per le Politiche di coesione, in calce all’Accordo di programma quadro davanti al Comitato tecnico per le Aree interne. Fatto questo si entrerà nel vivo della realizzazione dei programmi per l’Area interna Sud Salento che prevede investimenti per 7 milioni.

Protagonisti 16 Comuni con problemi e soluzioni convergenti 

Ma ci sarà prima da superare un ultimo ostacolo: il Comitato tecnico verificherà a che punto è arrivata l’integrazione tra i 16 Comuni, quanti e quali passi si sono fatti per la costruzione di un “sistema intercomunale permanente”, in altre parole che – oltre le carte pure necessarie – sia consistente in questo territorio ben delimitato la volontà politica ed amministrativa per la realizzazione di quanto previsto nella convenzione interistituzionale, approvata entro il 20 luglio scorso dagli Enti locali interessati.

Quattro gli ambiti d’intervento. La mobilità (sistema di trasporto a domanda debole, per accedere agli istituti scolastici ed ai poli sociosanitari), un neo che periodicamente ed in modo isolato gli amministratori del Capo di Leuca hanno provato ad affrontare invano; disponibili 3 milioni 555mla euro. Il turismo, incrociando gli obiettivi di Destinazione turistica Sud Salento (accordo sviluppatosi sull’asse Ugento-Otranto) in tema di promozione, qualificazione dei servizi turistici locali, comunicazione (un milione).

Del progetto generale fanno parte poi l’Identità del paesaggio Terra pioniera (1 milione 240mila euro), l’aumento delle prestazioni dell’Amministrazione pubblica, il rafforzamento della Protezione civile.

Giacomo Cazzato, Sindaco di Tiggiano

Protagonisti di questa operazione, finalizzata “a contrastare ed invertire il fenomeno dello spopolamento dei Comuni classificati come Aree interne” con “azioni per lo sviluppo locale e il rafforzamento di servizi essenziali di cittadinanza (sanità, trasporti, istruzione), sono Acquarica-Presicce, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Gagliano del Capo, Miggiano, Montesano salentino, Morciano di Leuca, Patù, Taurisano, Salve, Specchia, Tiggiano (capofila), Ruffano, Tricase, Ugento.

In un primo momento vi era anche Casarano, che ha poi abbandonato  durante un Cammino iniziato il 24 agosto 2015 con l’intesa tra Alessano, Castrignano del Capo, Corsano,Morciano, Patù, Salve, Tiggiano e Tricase di redigere un Piano speciale d’Area. Vi avevano poco dopo aderito Ugento, Specchia, Acquarica del Capo (allora ancora Comune autonomo prima della fusione con Presicce), Presicce, Taurisano, Ruffano.

Da Roma massima attenzione sulla capacità di cooperare tra gli Enti

Il 5 febbraio del 2017 questo gruppo di Comuni e comunità avevano stipulato una convenzione per l’attuazione del Piano d’Area “Inclusione e crescita sostenibile Capo di Leuca 2020”. La Regione aveva dovuto scegliere il 17 ottobre di quell’anno tra le Aree interne Gargano e Alta murgia e quella del Sud Salento Capo di Leuca, privilegiando quest’ultima “in considerazione del valore più basso del reddito pro capite”.

Quasi un anno dopo – il 12 dicembre 2018 – l’Assemblea dei Sindaci aveva approvato il Documento strategia che accoglieva alcune osservazioni del Dipartimento delle politiche di coesione, esaminato ed approvato il 22 maggio scorso dallo stesso Dipartimento. La convenzione appena ufficializzata dai 16 Comuni risponde al criterio – fondamentale per il Dipartimento Coesione – di disporre di strumenti associativi “in grado di assicurare una elevata e duratura capacità di collaborazione interistituzionale tra i Comuni”.

Il banco di prova, in fin dei conti, è proprio questo: dimostrare come dall’isolamento geografico e dall’arretratezza economica rispetto agli standard nazionali si possa uscire con una politica ad ampio raggio e collettiva.