Ambiente e salute: nella rete del progetto “Minore” già controllati 104 pozzi. E la Regione finanzia altri interventi

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Lecce – Punta ad una vera e propria mappatura dei pozzi del Salento il progetto “Minore” con il quale la Asl intende indagare sulla salute della falda acquifera. Il progetto “Monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale” ha appena ricevuto un nuovo finanziamento da parte della Regione con il quale il Dipartimento di prevenzione della Asl, dopo aver ultimato il monitoraggio di tutti i 104 pozzi al servizio di Aqp e delle fontanine in tutti i comuni, “confermando la buona qualità dell’acqua potabile fornita in tutta la provincia di Lecce”, sta ora concludendo anche l’attività di campionamento dei numerosissimi pozzi privati che perforano il Salento.

Il progetto Minore punta ad una maggiore conoscenza e tutela della falda acquifera salentina, da cui l’Acquedotto Pugliese fornisce l’80% dell’acqua potabile al Salento leccese, integrando gli obblighi previsti dalla legge. Dai dati disponibili risulta che la falda salentina è minacciata dai massicci emungimenti per la presenza di oltre 35.000 pozzi autorizzati che vanno a sommarsi agli abusivi che si conta siano il doppio se non il triplo.

Un maggior numero di controlli è previsto nel circondario di Burgesi, su mandato della Regione e insieme ad Arpa e Cnr, dove a preoccupare è la ben nota discarica, nella campagne tra Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, con l’analisi di diossine e Pcb (prelevati con metodo statico e dinamico). Seguirà pure una “fase 3” estesa sulla cosiddetta “impronta idrica”, ovvero la quantità di acqua necessaria per diluire e neutralizzare l’eventuale presenza di contaminanti in falda.

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Nel corso del prossimo anno il Dipartimento di Prevenzione eseguirà, sempre insieme ad Arpa, approfondimenti su eventuali riscontri di sforamenti nei pozzi, nonché campionamenti aggiuntivi (rispetto a quelli dell’annuale programma di controlli in vigore) anche su matrici alimentari vegetali e animali in collaborazione con Arpa e Istituto Zooprofilattico.

Proprio per far fronte a questi impegni, la Asl Lecce ha bandito 9 borse di studio per reclutare biologi e laureati in scienze ambientali. «Dal Salento è partita anche un’azione di stimolo nei confronti della Regione Puglia affinché – conclude la nota della Asl – con l’uscita dal piano di rientro e col ritorno alla possibilità di assumere, vengano arricchiti gli organici dei Dipartimenti di pevenzione con l’assunzione di laureati in scienze ambientali, chimica, biologia, psicologia, sociologia, pedagogia, ingegneria, tutte figure professionali indispensabili per rispondere in modo altamente qualificato alla nuova domanda di prevenzione che arriva dai cittadini ed ai nuovi compiti istituzionali anche in tema “Salute e ambiente”».

 

 

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