Abbazia da salvare, avviati i contatti con i proprietari

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La mobilitazione dello scorso 5 ottobre sull’abbazia con l’ex ministro Massimo Bray (a destra in primo piano). In basso il sindaco Mino Piccione

SANNICOLA. Considerata la “sorella minore” della più antica abbazia di San Mauro, la chiesetta di San Salvatore sconta i guasti di decenni di abbandono ed incuria. Una triste condizione per una delle più importanti testimonianze del passaggio dei Bizantini nella fascia jonica di Terra d’Otranto, alla quale però a breve si potrebbe porre immediato riparo.
L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mino Piccione ha espresso, infatti, l’intenzione di procedere con il recupero del sito, con un “programmato ed incisivo” piano di restauro che mira alla salvaguardia della struttura, in primis, e degli interessanti affreschi custoditi al suo interno. La chiesetta insiste all’interno di un complesso masserizio (di proprietà privata) situato a ridosso della zona artigianale della vicina Gallipoli, a due passi dalla più famosa abbazia di San Mauro, ed è visibile dalla strada che dal centro abitato conduce a Lido Conchiglie.
«Abbiamo avviato i primi contatti con i proprietari – conferma il sindaco Piccione – per stabilire un programma fattibile e concreto che porti al completo restauro e recupero di un’abbazia che come quella di San Mauro racconta la nostra storia ed arricchisce culturalmente il nostro territorio».
Secondo gli intendimenti dell’Amministrazione, la chiesetta dovrebbe diventare di proprietà pubblica e, nelle forme tecniche e giuridiche da individuare, dovrebbe essere gestita dagli stessi proprietari. Come si ricorderà, appena un mese fa, ci fu una mobilitazione promossa da alcune associazioni cittadine (alla quale, tra gli altri, prese parte l’ex ministro Massimo Bray) per “manifestare lo sdegno per l’incombente pericolo di crollo” della struttura.

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